Vorrei costituire una società con mio marito che è un imprenditore agricolo professionale mentre io sono titolare individuale della farmacia; anche se non abbiamo figli, infatti, questa soluzione – come avete ricordato spesso anche voi – ci consentirebbe, quando decidessimo di vendere la farmacia, di risparmiare parecchie imposte perché venderemmo quote sociali e non la farmacia.
Ci possono essere problemi a costituire la società con mio marito oppure l’imprenditore agricolo è incompatibile?

È vero che l’imprenditore agricolo professionale è una figura che potrebbe anche rientrare tra i lavoratori autonomi e di conseguenza – stando al parere del CdS del gennaio 2018 – essere considerato incompatibile con lo status di socio ai sensi dell’art. 8 lett. c) della l. 362/91 che ne sancisce infatti l’incompatibilità con  “qualsiasi rapporto di lavoro pubblico e privato”.

Sotto questo aspetto, pertanto, tenendo conto della nota sentenza della Corte Costituzionale del 2020 [fatta propria, con qualche ulteriore precisazione, dal Consiglio di Stato in una decisione di alcuni mesi dopo], Suo marito per non incappare in questa figura d’incompatibilità dovrebbe partecipare a una società come mero “socio di capitale” e quindi voi non potreste costituire, ad esempio, una società in nome collettivo, nella quale tutti i soci sono egualmente imprenditori ed egualmente responsabili, amministrino o non amministrino la società.

Quindi sempre temendo di dover configurare l’imprenditore agricolo come un lavoratore autonomo, potreste costituire [oltre a una sas, come diremo tra un momento] anche una srl avendo però cura di escludere espressamente nello statuto l’assunzione – da parte di Suo marito – di un qualsiasi ruolo apicale nella società [e ovviamente anche nella farmacia sociale…].

Senonché, come ci pare di aver già ricordato, l’imprenditore agricolo professionale – tanto più quando ne ricorrano i rigorosi presupposti legali perché possa considerarsi tale sotto qualsiasi profilo e a ogni effetto – è e resta un imprenditore, inquadramento che qui deve in ogni caso ritenersi prevalente rispetto a quello di lavoratore autonomo [agricolo o meno che possa considerarsi], e dunque come imprenditore pienamente compatibile.

Non è d’altra parte consentito interpretare se non  restrittivamente le disposizioni che, come quelle di cui sub a), b) e c) del primo comma del citato art. 8, introducono limiti o restrizioni al libero esercizio di una o più attività ponendosi dunque come norme derogatorie dei principi generali in tema di libertà di iniziative economiche.

Insomma, anche per questo ulteriore aspetto della vicenda, non crediamo che Lei possa o debba nutrire alcuna preoccupazione a costituire una società con Suo marito, propendendo in linea generale per una sas, ma non tanto per confinarlo al ruolo di socio di mero capitale, quanto per sottrarre l’”imprenditore agricolo” da qualsiasi responsabilità per eventuali obbligazioni della sas rimaste insolute e, tutto sommato, anche per la veste di accomandatario che non può che competerLe “di diritto”.

(gustavo bacigalupo)

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