La ns. snc, titolare di due farmacie, ha tra i beni anche due vetture utilizzate effettivamente per i due esercizi; ma da qualche mese – siamo tre soci – un socio si serve di una delle due auto per fini chiaramente personali facendo quindi mancare una vettura alla società, che ripeto per noi è molto importante.
L’altro socio ha contestato questa situazione con una lettera scritta da un avvocato e io in pratica non vorrei litigare con nessuno dei due ma non so come comportarmi: può un socio utilizzare un bene sociale esclusivamente per fini propri?

La risposta è negativa perché l’art. 2256 cod. civ. sancisce che “il socio non può servirsi senza il consenso degli altri soci, delle cose appartenenti al patrimonio sociale per fini estranei a quelli della società”.
Si tratta peraltro di una disposizione che è il riflesso del principio di destinazione specifica impressa ai beni sociali, che quindi non possono essere distratti per finalità diverse da quelle espressamente indicate nell’atto costitutivo/statuto della società ovvero convenute separatamente tra i soci.
Pertanto, come chiaramente precisa la norma, l’uso personale delle cose sociali – senza ovviamente il consenso di tutti i soci [anche se per la verità avremmo qualche dubbio sulla liceità, quantomeno dal punto di vista fiscale, di questa condotta, anche nel caso della “complicità” dell’intera compagine…] – costituisce un’ipotesi di violazione del contratto sociale e determina l’obbligo a carico del socio inadempiente di risarcire gli eventuali danni arrecati con il suo comportamento.
Per giunta, nei casi più gravi, sorge addirittura a favore degli altri soci il diritto di chiederne l’esclusione dalla società (art. 2286 cod. civ.).

(matteo lucidi)

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