Sono titolare individuale di una farmacia e anni fa ho assunto una farmacista che poi è diventata mia moglie. Il rapporto di lavoro si è interrotto dopo il matrimonio e soprattutto a seguito della nascita di nostro figlio. Ora mi chiede di riprendere a lavorare ma come co.co.co.: in questo caso, ammesso che riteniamo di soprassedere alla formazione di una società, e supponendo che sia un rapporto permesso dalla legge, potrei dedurre come costo della farmacia il suo compenso da co.co.co.?

 

Intanto, è doveroso precisarlo subito, la costituzione/formalizzazione di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa è consentito, a condizione però che esso rispetti pienamente i requisiti – e sono più di uno – che caratterizzano qualsiasi rapporto di autentica collaborazione, e quindi, per esempio, non si presti ad essere annoverato tra quelli di lavoro subordinato.

Dirimente, almeno in questi casi, è l’effettività del rapporto di collaborazione che quindi non deve correre il rischio di apparire simulato, quel che del resto [soprattutto tra coniugi…] non è un’ipotesi campata in aria perché è dato vedere abbastanza frequentemente casi che in vicende del genere mirano più che altro a eludere ostacoli, oneri e problematiche di carattere legale e/o fiscale e/o contributivo.

Ma per dare una risposta al quesito che dichiaratamente Le interessa di più, giova ricordare che, secondo l’art. 60 del TUIR, non sono deducibili dal reddito d’impresa i compensi corrisposti per il lavoro o l’opera svolta personalmente dall’imprenditore e/o dal coniuge, e/o dai figli minori e/o dagli ascendenti e naturalmente – e a maggior ragione, vista la perentorietà dell’art. 230bis del cod.civ. [“Salvo che sia configurabile un diverso rapporto…”] – da qualunque familiare, parente o affine, che partecipi all’impresa familiare costituita con il titolare.

La risposta, pertanto, a questo punto non può lasciare dubbi: il compenso eventualmente da Lei corrisposto a Sua moglie non sarebbe deducibile dal reddito della farmacia, quel che – beninteso – non contraddice la liceità di un rapporto di co.co.co. ipoteticamente con Lei costituito.

(aldo montini)

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