[…la Cassazione si allinea all’AdE]

Gli interventi di riqualificazione energetica – che comportano il beneficio del godimento di un credito d’imposta corrispondente a una percentuale (65% o 50%) delle spese sostenute – trovano la loro conclusione nella comunicazione all’Enea delle schede di intervento entro novanta giorni dalla fine dei lavori.

L’Agenzia delle Entrate e la Cassazione si sono interrogate in ordine alle conseguenze relative a un eventuale inadempimento e cioè se l’assenza della comunicazione comporti o meno la decadenza dal beneficio fiscale o meno.

Con una recentissima ordinanza la Corte di Cassazione, nel rivedere il proprio orientamento, ha dichiarato [condividendo così il parere dell’AdE] la natura decadenziale del mancato adempimento al predetto obbligo di comunicazione all’Enea, tenuto conto che tale comunicazione – sottolinea la Suprema Corte – ha lo scopo di impedire eventuali frodi, consentendo essa di verificare che i lavori eseguiti siano [stati] effettivamente realizzati e dunque raggiunte le finalità di salvaguardia dell’ambiente con il risparmio di energia.

Tuttavia, giova aggiungerlo, per non perdere il diritto alla detrazione la comunicazione all’Enea può essere trasmessa anche oltre il predetto termine di novanta giorni dalla fine dei lavori, purché entro i termini di presentazione della prima dichiarazione utile, ma in tal caso versando contestualmente la sanzione di € 250 [a meno che, attenzione, non siano già iniziate le verifiche fiscali…].

È il caso quindi, soprattutto in questo periodo di chiusura delle dichiarazioni dei redditi, di verificare che anche dal punto di vista formale sia tutto in regola, potendo sempre – in caso contrario – ricorrere alla soluzione appena indicata della remissione in bonis.

(aldo montini)

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