Il coefficiente di ricarico, come rilevato altre volte, è quell’elemento che determina anche la congruità dei ricavi dichiarati con quelli ipotizzati, o [meglio] con quelli puntuali, sia pure corretti con il c.d. intervallo di confidenza.

Per ogni categoria omogenea, nel caso di specie naturalmente i titolari di farmacia, l’AdE seleziona i dati forniti dai contribuenti che vi appartengono e li vaglia per verificare la coerenza o meno dei ricavi dichiarati.

Per quel che riguarda la produttività per addetto, è sufficiente – come del resto è intuitivo – suddividere l’ammontare delle vendite dichiarate per il numero degli addetti che sono, in primo luogo, il titolare in forma individuale, e poi anche i collaboratori all’impresa familiare, i co.co.co., i soci delle società titolari di farmacie, gli amministratori non soci, i dipendenti a tempo pieno, quelli a tempo parziale, gli apprendisti e gli assunti con contratto di formazione lavoro.

Per ogni gruppo di addetti devono essere forniti – oltre al loro numero – anche quello delle giornate retribuite che, per quelli a tempo pieno, sono individuate in 312 giorni lavorativi e per quelli a tempo parziale in 156 giorni.

Cosicché, due dipendenti che prestano attività per 20 ore settimanali sono parificati ad un addetto a tempo pieno.

Invece, per le collaborazioni coordinate e continuative, i collaboratori familiari e i soci, non devono essere indicate il numero delle giornate, in quanto si presume che l’attività sia prestata a tempo pieno.

Perciò, se ad es. il volume d’affari è pari a 1 milione di euro e il numero degli addetti è di quattro, compreso il titolare, la produttività  per addetto è di € 250.000.

Ogni categoria ha una produttività per addetto diversa dall’altra; ad esempio, le farmacie che stabilmente esplicano servizio notturno avranno una produttività per addetto inferiore rispetto, poniamo, a quella che svolge l’attività in un piccolo centro.

Ma, facendo la media delle medie delle produttività, secondo l’elaborazione fornita dal Ministero [sulla base delle dichiarazioni presentate nel 2017], si è potuto rilevare che la produttività per addetto è corrispondente a circa 250.000 – 300.000 euro.

Una produttività troppo elevata [immaginiamo un fatturato di vendita pari a 1 milione con due soli addetti, e quindi con una produttività per addetto di 500.000 euro] starebbe a significare che ci sono lavoratori in nero, cioè non regolarizzati ai fini contrattuali e previdenziali.

Diversamente, una produttività troppo bassa [immaginiamo un fatturato di vendita pari a 1 milione con ben 6 addetti, e quindi con una produttività per addetto di 167.000 euro] starebbe a significare che vengono occultate le entrate.

Potrebbe però verificarsi – come nel caso della farmacia il cui titolare sia ad esempio il presidente di un’organizzazione sindacale o dell’ordine professionale e che di conseguenza presti in farmacia un’attività “giustificatamente” ridotta – che la produttività per addetto sia modesta, o, in termini più aderenti alla formulazione degli studi di settore, che la produttività sia bassa.

Vale quindi la pena, in definitiva, esaminare insieme a voi – nei ns. incontri periodici – gli elementi di calcolo, applicati alla vs. farmacia, della produttività per addetto e, sulla base delle deduzioni che se ne traggono, valutare gli opportuni accorgimenti.

(franco lucidi)

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