[…separazione e divorzio, beni in comunione, antenne condominiali, assegni per la prole, ecc.]

 

 

  • La sentenza di divorzio

Corte di Cassazione – sez. Prima – ord. – 15/11/2023, n. 31827

Secondo la Suprema Corte, la sentenza di divorzio non comporta la cessazione automatica della materia del contendere né nel giudizio di separazione, né in quello instaurato per la modifica delle condizioni di separazione dei coniugi.

  • L’uso individuale di un bene in comunione

Corte di Cassazione – sez. Seconda – ord. – 08/11/2023, n. 31105

Viene affermato il principio secondo cui la mera occupazione/uso individuale di un bene in comunione – che non impedisca agli altri comproprietari di “farne parimenti uso” e/o non ne alteri la destinazione [art. 1102 cod. civ.] – non fa sorgere in capo ai comproprietari, che siano rimasti inerti e/o che abbiano consentito, alcun diritto in termini di risarcimento del danno o indennità.

  • Riguardo a un edificio in condominio e all’ installazione d’apparecchi per la ricezione di programmi radio-televisivi

Corte di Cassazione – sez. Seconda – sent. – 08/11/2023, n. 31101

La Cassazione ha stabilito che in un edificio condominiale il diritto di collocare nell’altrui proprietà antenne televisive, così come sancito dalla L. 6 maggio 1940, n. 554, artt. 1 e 3 e del D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156, art. 231 [ora assorbiti nel D.Lgs. n. 259 del 2003], viene meno quando l’utente dei servizi radio-televisivi ha la possibilità di utilizzare spazi di proprietà personale.

  • Il godimento esclusivo della cosa comune da parte di uno dei compossessori: usucapione

Corte di Cassazione – sez. Seconda – ord. – 06/11/2023, n. 30765

La Corte di Cassazione è tornata ad affrontare il tema dell’usucapione relativa a un bene posseduto in comunione, affermando che il godimento esclusivo da parte di uno dei suoi compossessori non è di per sé sufficiente a determinare il possesso “ad usucapionem”, essendo necessaria una “manifestazione del dominio esclusivo sulla res communis da parte dell’interessato attraverso un’attività durevole, apertamente contrastante ed inoppugnabilmente incompatibile con il possesso altrui”.

Possiamo aggiungere che in qualche caso può scattare a carico di uno dei compossessori – se “eccessivamente inerte” rispetto a comportamenti da “proprietario esclusivo” di un altro compossessore – la prescrizione.

  • La quantificazione dell’assegno di mantenimento per il figlio

Corte di Cassazione – sez. Prima – ord. – 03/11/2023, n. 30643

I giudici di Piazza Cavour hanno affermato che la quantificazione dell’ammontare del contributo, dovuto dal genitore non collocatario per il mantenimento del figlio, deve essere valutata in base al principio di proporzionalità, valutando i redditi di entrambi i genitori, le esigenze del figlio e il tenore di vita.

  • Sinistro stradale con animali selvatici

Corte di Cassazione – sez. Terza – ord. – 30/10/2023, n. 30072

La Suprema Corte ha ribadito il principio secondo cui – nel caso di danni derivanti da incidenti stradali tra veicoli e animali selvatici – non è sufficiente a integrare la fattispecie di responsabilità di cui all’art. 2052 cod. civ [quella cioè del proprietario dell’animale] la dimostrazione da parte del danneggiato della mera presenza dell’animale in mezzo alla strada, essendo necessario provare altresì che la causa del danno è dipesa [ma non necessariamente in modo esclusivo] dalla condotta dell’animale.

  • Il dipendente che non vuole passare da un contratto full time a uno part time

Corte di Cassazione – sez. lavoro – ord. – 30/10/2023, n. 30093

Secondo la Corte, il mero diniego del dipendente sul passaggio da un rapporto di lavoro subordinato full time a uno part time non può essere causa di licenziamento.

Tuttavia, continua la Cassazione, il licenziamento può essere ritenuto legittimo quando l’impossibilità di utilizzo della prestazione a tempo pieno dipende da serie ed effettive ragioni economiche, e aziendali in genere, del datore di lavoro che però dovrà naturalmente darne dimostrazione.

  • L’unanimità di tutti i condomini

Corte di Cassazione – sez. Seconda – ord. – 27/10/2023, n. 29838

La Suprema Corte ha affermato che le previsioni del regolamento condominiale che hanno per oggetto/colpiscono diritti esclusivi o ripartizioni delle spese in deroga ai criteri legali devono essere necessariamente approvate all’unanimità di tutti i condomini.

v. Sediva News del 27.11.2023: “L’unanimità condominiale quando… 

  • Il ricorso dei coniugi proposto con domanda congiunta e cumulata

Corte di Cassazione – sez. Prima – sent. – 16/10/2023, n. 28727

Secondo la Corte, in tema di crisi familiare è ammissibile – nell’ambito del procedimento di cui all’art. 473-bis.51 c.p.c. – “il ricorso dei coniugi proposto con domanda congiunta e cumulata di separazione e di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio

v. Sediva News del 03.11.2023: “Separazione e divorzio con un unico atto: l’iter ecc.

  • Le sanzioni per la violazione degli obblighi genitoriali

Corte di Cassazione – sez. Prima – sent. – 13/10/2023, n. 28551

La Suprema Corte ha affermato il principio secondo cui le sanzioni per la violazione dei doveri del genitore non si concretizzano esclusivamente in quelle stabilite dal diritto di famiglia, ma possono essere integrate con quelle degli illeciti civili e dare luogo ad un’autonoma azione volta al risarcimento dei danni non patrimoniali, nel caso in cui provochino lesioni di diritti costituzionalmente protetti.

  • L’indennità “una tantum”

Corte di Cassazione – sez. lavoro – ord. – 06/10/2023, n. 28186

Secondo la Corte, la pretesa da parte del dipendente dell’indennità “una tantum” –  in assenza di diverse previsioni – non può essere avanzata per i periodi di attività prestata presso precedenti datori di lavoro, verso i quali la contrattazione collettiva non aveva sancito alcun obbligo.

Tale indennità infatti “ha la funzione di assicurare un parziale recupero del potere di acquisto del dipendente rispetto all’aumento del costo della vita con riferimento al periodo di mancato rinnovo del contratto collettivo e il suo addossamento a carico del datore si giustifica” con i possibili vantaggi economici che questi ne trae

  • La ricostruzione di un incidente stradale nella sua dinamica e nella sua eziologia è rimessa al giudice di merito

Corte di Cassazione – sez. Quarta – ord. – 06/10/2023, n. 28186

In tema di incidenti stradali, non sussiste – secondo la Suprema Corte – né violazione di legge, né difetto di motivazione laddove i giudici merito, nell’affermare la responsabilità dell’imputato,  rilevano la violazione di ordinarie regole di diligenza nonché di specifiche disposizioni, oltre alla prevedibilità dell’evento, in quanto “La ricostruzione di un incidente stradale nella sua dinamica e nella sua eziologia” è rimessa al giudice di merito e gli apprezzamenti di fatto sono sottratti al sindacato di legittimità se coadiuvati da adeguata motivazione.

(cesare pizza – aldo montini)

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