Nella Sediva News del 27 ottobre u.s. [“Ulteriori novità dalla bozza della Manovra 2024”] abbiamo accennato al lavoro di formazione da parte dell’Esecutivo dei vari decreti legislativi di attuazione della delega fiscale, alcuni dei quali sono stati perfezionati e presentati alle Camere per l’espressione del relativo parere.
Al fine di rendere quanto più fruibile possibile l’esposizione degli istituti oggetto della delega, abbiamo ritenuto opportuno frazionare in due parti l’analisi – comunque breve – degli aspetti di maggiore rilievo che si colgono dai testi conosciuti.
Vediamo dunque di che cosa in particolare si tratta.

  • Il ricorso obbligatorio da parte del Fisco all’autotutela: nei casi in cui l’Erario ravvisi in uno o più atti impositivi errori [palesi o comunque di facile individuazione come l’errore di persona, l’errore sui calcoli, l’errore sull’individuazione del tributo, l’errore materiale del contribuente facilmente riconoscibile], dovrà obbligatoriamente procedere all’annullamento, parziale o totale, dell’atto emesso, senza che il destinatario debba richiederlo espressamente con apposita istanza [e questo anche nell’ipotesi in cui sia pendente un giudizio].
    Tuttavia, se l’atto impositivo é stato oggetto di una sentenza passata in giudicato, l’Agenzia delle Entrate non potrà procedere all’annullamento in autotutela, come anche nel caso di decorso di tre mesi dalla definitività di un atto impositivo non impugnato; in tutte le altre evenienze, quando cioè l’errore non sia palese, l’autotutela continuerà a non essere obbligatoria e allora tornerà a costituire un passaggio obbligato la presentazione di un’istanza da parte del contribuente.
  • I nuovi interpelli all’AdE…a pagamento: anche al fine di rallentare il flusso di quesiti che l’Agenzia delle Entrate riceve dai contribuenti, il decreto ha previsto l’introduzione di un pagamento [una sorta di corrispettivo] a favore del Fisco nel caso in cui si presenti un interpello e il “prezzo” varierà secondo la complessità della vicenda prospettata e/o del tipo di contribuente e/o del suo volume d’affari.
    Il Governo ha comunque differenziato sei categorie di interpelli: due di essi hanno a oggetto i casi di incertezza sull’interpretazione normativa, altri due la [per la verità, complessa] disciplina dell’abuso del diritto e gli ultimi due i requisiti per accedere alla cooperative compliance.
    E’ opportuno anche aggiungere che è prevista la possibilità [riservata tuttavia a ordini professionali, enti pubblici, associazioni di categoria, regioni ed enti locali] di richiedere una sorta di consulenza giuridica, i cui aspetti verranno peraltro definiti successivamente in un apposito decreto del MEF.
  • Il contraddittorio “preventivo” sui tributi: nell’ipotesi in cui intenda emettere atti impositivi e/o sanzionatori [relativi a tutti i tributi], l’AdE sarà obbligata a comunicare al contribuente – a pena della loro annullabilità – i provvedimenti che intende adottare nei suoi confronti, concedendogli un termine di sessanta giorni per la presentazione di eventuali controdeduzioni, instaurando così un contraddittorio che deve essere in ogni caso informato ed effettivo.
    Il detto termine di 60gg, potrà essere prorogato di ulteriori 30gg. nel caso in cui l’Amministrazione finanziaria lo ritenga opportuno. Decorso questo lasso di tempo, l’Agenzia procederà all’emissione del provvedimento entro i successivi 120 giorni.
    La novità risolve così a favore del contribuente la vexata quaestio relativa all’assoggettabilità o meno dei vari tipi di accertamento al contraddittorio preventivo, estendendo quest’ultimo a tutte le ipotesi di accertamento.
    Non rientrano perciò gli atti automatizzati [come ad esempio il controllo formale della dichiarazione dei redditi], che saranno individuati ad ogni buon fine da un apposito decreto del MEF.
  • Obbligo di motivazione degli atti impositivi: i provvedimenti impositivi dell’AdE devono essere sempre motivati, a pena anche qui di annullabilità, indicando i presupposti di fatto, le ragioni giuridiche, nonché – ed è questa l’importante novità – anche i mezzi di prova.
  • La proporzionalità nel procedimento tributario: uno dei decreti attuativi – e si tratta di una novità indubbiamente importante – ha introdotto una sorta di bilanciamento tra i diritti del contribuente e la pretesa erariale, cosicché, in soldoni, l’azione dell’Agenzia delle Entrate non potrà eccedere i fini perseguiti e violare i diritti dei cittadini.
    E questo è un principio che si applica anche in tema di proporzionalità delle sanzioni irrogate.

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A domani, dunque, per la seconda parte dell’analisi.

(matteo lucidi)

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