Sono un farmacista titolare e responsabile di una parafarmacia aperta da 4 anni.
Voi vi siete occupati più volte dei nuovi servizi e della telemedicina parlandone in due o tre vs. News e anche in qualche webinar recente.
Vi chiedo se anche come parafarmacia è consentito erogare almeno alcuni dei nuovi servizi e soprattutto quello di telemedicina.

Come abbiamo effettivamente chiarito nelle ns. recenti pubblicazioni e nel corso di 3 Webinar successivi, le prestazioni elencate da sub a) a sub f) del D.Lgs. 153/2009 – che costituiscono per l’appunto i c.d. nuovi servizi, a loro volta tutti riconducibili alla c.d. Farmacia dei servizi – sono riservate alle sole farmacie “in considerazione del più esteso regime di obblighi, e di conseguenti garanzie per la salute dei cittadini, che gravano sulle stesse e che vanno ben oltre la mera presenza di un farmacista”, come ha precisato nella sent. 66/2017 la Corte Costituzionale volendo spiegare perché non sia sufficiente la presenza obbligatoria di un farmacista nella parafarmacia per equiparare quest’ultima, neppure sotto questo aspetto, alla farmacia.

Si tenga d’altronde presente che – quel che comunque la Consulta ha ben considerato anche in tale circostanza – quelli che il D.Lgs. ha indicato come “nuovi servizi” sono prestazioni destinate a integrare il rapporto convenzionale SSN-Farmacie, cui notoriamente sono estranee le parafarmacie.

Anzi, la fine sostanza della scelta del legislatore delegato – in conformità alla legge delega, s’intende – di individuare e configurare una serie di servizi [via via aumentati di numero e qualità nel corso dei successivi 12/13 anni e destinati forse ad essere ulteriormente incrementati sia di numero che di qualità], erogabili dalle farmacie agli assistiti dal SSN, sta proprio nell’intendimento di irrobustire quel rapporto convenzionale estendendolo per l’appunto ai “nuovi servizi”, con la sola esclusione delle vaccinazioni e dei test diagnostici espressamente posti a carico esclusivo degli assistiti dal disposto sub e-quater del comma 2 dell’art. 1 del D.Lgs. 153/2009.

Non c’è spazio, in definitiva, per un percorso di legittimazione delle parafarmacie all’erogazione – sia pure a carico degli assistiti – di nessuno di quei “nuovi servizi”, e quindi neppure per la messa a disposizione della clientela di qualsiasi professionista sanitario, che sia un infermiere o un fisioterapista, oppure un podologo, un nutrizionista e così via…

Il che, ovviamente, vale – e a maggior ragione – anche per un ipotetico servizio, in una parafarmacia, di un qualsiasi servizio di telemedicina, peraltro tuttora [anche per le farmacie] in fase di perfezionamento.

                                                         (matteo lucidi)

 

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