Le cessioni di beni online effettuate tramite un agente incaricato vengono considerate commercio elettronico indiretto [per intenderci, al pari della vendita effettuata su Amazon…] e pertanto la farmacia non è tenuta a documentare i relativi corrispettivi con fattura, a meno che – proprio come accade anche per le vendite al banco – non lo richieda l’acquirente e inoltre non è tenuta ad operare la trasmissione telematica dei corrispettivi, quel che invece è notoriamente prescritto per gli incassi giornalieri delle vendite al dettaglio.

Questo l’importante chiarimento contenuto nella risposta n. 793 del 25 novembre 2021 dell’Agenzia delle Entrate.

Il caso potrebbe riguardare ad es. una farmacia che effettua commercio online e si avvale di agenti di vendita; in tale ipotesi il cliente finale utilizza un intermediario, non potendo acquistare lui stesso la merce direttamente dalla farmacia.

L’agente quindi riceve dal cliente finale l’ordine dei beni e il pagamento anticipato, effettuando [alla farmacia] l’ordine e il versamento del corrispettivo per conto del consumatore.

La società intermediaria provvederà in seguito a spedire la merce direttamente all’indirizzo fornito dal cliente finale.

Per la farmacia, a prescindere dalla presenza di un intermediario alla vendita, tali operazioni – dicevamo – possono essere qualificate come commercio elettronico indiretto, rientrando tra quelle non soggette all’obbligo di certificazione per le vendite di beni per corrispondenza e non essendo per esse applicabili gli obblighi né di memorizzazione elettronica [e di invio telematico dei corrispettivi] né di emissione della fattura elettronica, che naturalmente, sia pure su base volontaria, alla farmacia è sempre consentito effettuare.

                                                                        (marco righini)

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