Il Decreto Agosto, come si è già visto, proroga al 30 aprile 2021 il termine per il versamento della seconda rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap dovuta per l’anno 2020 per i soli contribuenti assoggettati agli ISA [e/o a questi ultimi “collegati”, come ad esempio i soci di società di persone o i collaboratori di imprese familiari] e per i contribuenti forfettari minimi, a condizione però, attenzione, che sia stata registrata una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi – calcolati secondo il criterio di “cassa” – di almeno il 33% nel primo semestre 2020 rispetto al primo semestre dell’anno 2019.

Ferma la facoltà di versare in ogni caso l’acconto entro la scadenza ordinaria del 30 novembre 2020, sarà dunque onere degli studi professionali che assistono le singole farmacie interessate dal provvedimento di verificare la sussistenza della detta condizione e optare eventualmente per il rinvio del termine di versamento.

Ricordiamo che per i contribuenti soggetti agli ISA la prima e la seconda rata di acconto delle imposte sono dovute nella misura del 50% di quelle calcolate per l’anno 2019, mentre tutti gli altri contribuenti versano il primo acconto nella misura del 40% e il secondo per il residuo 60% sempre delle imposte dovute per l’anno precedente.

Questa novità si affianca a quella contenuta nel Decreto Liquidità dello scorso aprile [che riguarda però tutti i contribuenti e perciò non soltanto quelli assoggettati agli ISA] in base al quale il contribuente non sarà assoggettato a sanzioni e interessi nel caso in cui egli versi gli acconti 2020 calcolati con il metodo c.d. “previsionale” – cioè “prevedendo” l’ammontare dovuto per lo stesso anno d’imposta 2020 – sempreché tuttavia l’importo complessivamente versato a titolo di acconto risulti corrispondente ad almeno l’80% delle imposte dichiarate come dovute nel mod. Unico di giugno 2021.

Come si vede, è stato concesso anche un certo margine di “manovra” [cosa per la verità molto rara…] nel versamento delle imposte, connesso naturalmente proprio alla crisi di liquidità e dei fatturati emersi, quando emersi, in conseguenza dell’emergenza Covid‑19.

(Studio Bacigalupo-Lucidi)

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