Mi trovo in seria difficoltà in quanto non so come gestire un collaboratore che arriva frequentemente in ritardo in farmacia, nonostante gli abbia già comunicato che questo comportamento potrebbe portare al suo licenziamento. Cosa mi consigliate di fare?

Qui Lei, diciamolo subito, in qualità di datore di lavoro dovrà contestare al lavoratore – tempestivamente, e soprattutto formalmente – questi suoi ripetuti ritardi [immaginiamo] nell’iniziare le sue prestazioni lavorative quotidiane.

In pratica:

  • una volta acquisita la documentazione, derivante in particolare dal badge, che provi “al di là di ogni ragionevole dubbio” un’ormai consolidata abitudine di un dipendente a ritardare l’avvio della sua giornata lavorativa, Lei dovrà predisporre e trasmettergli/consegnargli una comunicazione scritta di contestazione disciplinare, che deve dettagliare specificamente date e orari dei vari ritardi, così da rendere edotto adeguatamente il lavoratore circa la natura dell’infrazione che gli sta contestando;
  • egli, come noto, potrà – nei cinque giorni lavorativi successivi al ricevimento della nota di contestazione – inviare alla farmacia, se vorrà, giustificazioni scritte;
  • nel caso in cui queste effettivamente Le pervengano, Lei sarà tenuto a valutarle con la dovuta attenzione così da determinare se esse siano tali da escludere ragionevolmente una non discutibile responsabilità del collaboratore o se, al contrario, sussistano i presupposti per procedere con l’applicazione di uno o più provvedimenti disciplinari.

In questa seconda eventualità, laddove cioè ritenga di non accettare le giustificazioni del lavoratore, Lei sarà legittimato ad applicare le sanzioni previste dal CCNL di categoria o dalla normativa vigente, ma sempre tenendo nel dovuto conto la necessità di rispettare i principi di proporzionalità e correttezza.

E però, il vs CCNL non ammette ritardi nell’orario di lavoro, e dunque il titolare ha per ciò stesso facoltà – se non altro in prima battuta – di trattenere un importo della retribuzione calcolata sul tempo del ritardo e con l’aggiunta eventuale di una multa, anche se il suo ammontare non può superare per ovvi motivi quello della trattenuta.

Nel caso in cui il collaboratore persista nei ritardi [superando in particolare il previsto limite di tre ritardi in uno stesso anno solare], il CCNL prevede che il datore di lavoro possa raddoppiare l’importo della multa.

Infine, se il lavoratore continuerà, irragionevolmente, nella sua condotta certo non commendevole di presentarsi in farmacia con “puntuale ritardo”, Lei potrà irrogare sanzioni disciplinari anche di grande rigore fino alla risoluzione del rapporto di lavoro senza preavviso, perché – sia ben chiaro – una condotta del genere non può non risolversi in linea generale in una giusta causa di licenziamento.

A questo punto, come qualcuno forse ricorderà, entrano però sempre in ballo anche altre considerazioni che possono attenere al rilevante pregiudizio che può derivare dalla perdita del posto di lavoro, alle condizioni particolari del lavoratore e della sua famiglia, ai problemi pratici che può comportare l’eventuale impugnativa da parte del collaboratore di un ipotetico provvedimento di licenziamento, e così via: sono discorsi che abbiamo fatto parecchie volte e che peraltro sono di facile percezione.

(giorgio bacigalupo)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!