Il D.L. Rilancio reca (finalmente) la sospensione – inopinatamente rimasta “fuori” dai precedenti decreti, come abbiamo già rilevato a suo tempo – dei pagamenti dei c.d. “avvisi bonari”,  e cioè  delle somme chieste mediante le comunicazioni:

  • degli esiti del controllo di cui agli articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600/73, nonché all’art. 54-bis del DPR n. 633/72;
  • degli esiti della liquidazione relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata.

L’attività di controllo era già stata sospesa dall’ 8 marzo al 31 maggio 2020 dall’art. 67 del decreto “Cura Italia” e quindi stiamo parlando delle comunicazioni già pervenute ai contribuenti prima della sospensione dell’attività.

In pratica tutti i versamenti relativi a tali comunicazioni in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020 – che si tratti della prima o unica rata, ovvero delle rate successive di un pagamento dilazionato – possono essere effettuati entro il 16/09/2020 in un’unica soluzione ovvero in 4 rate mensili di pari importo a decorrere dalla stessa data con scadenza il 16 di ciascun mese.

Tuttavia, la norma – almeno nella versione attuale [perché non dimentichiamo che stiamo parlando di un decreto legge che dovrà dunque essere convertito] – non dispone uno “slittamento in avanti” delle scadenze originarie ricomprese nel richiamato periodo 08/03/2020–31/05/2020 ma semplicemente le sospende e le rinvia “in blocco” all’unica nuova scadenza del 16/09/2020.

Il che potrebbe comportare conseguenze poco piacevoli, come già è stato messo in  evidenza dalla stampa specializzata.

Poniamo, infatti, che un contribuente abbia ricevuto un avviso bonario il 29/02/2020 scegliendo il pagamento rateale [otto rate trimestrali].

La prima rata avrebbe dovuto in questo caso essere versata – come dispone l’art. 3-bis, comma 2, del D.Lgs. 462/97 – entro i successivi 30 giorni, oppure entro il 30 marzo 2020, e le rate successive con cadenza trimestrale al 30 giugno, al 30 settembre, al  31 dicembre 2020 e così via.

Ma se – per effetto della proroga – la prima rata sarà considerata tempestiva [anche se versata entro il 16/09/2020] le altre, i cui termini non sono ricompresi nel periodo 08/03/2020–31/05/2020, dovranno rispettare le scadenze originarie.

Ne deriva un infausto “accavallamento” del piano di rateazione che vede infatti la seconda rata anticipare la prima e quindi la concentrazione del pagamento di due rate nell’arco di 15 giorni:

  • 30/06/2020 scadenza seconda rata;
  • 16/09/2020 scadenza prima rata;
  • 30/09/2020 scadenza terza rata;
  • 31/12/2020 quarta rata;

Davvero “curioso” – a dir poco – per una disposizione che, come del resto tante altre emanate in questo periodo, avrebbe/avrebbe avuto lo scopo di mantenere la liquidità di imprese e famiglie.

(stefano civitareale)