[e così pure per i contributi Inps e Inail, ma qui anche a beneficio dei titolari di partita iva]

Proprio sul “filo di lana” il D.L. 29/05/2018 n. 55 – pubblicato nella G.U. n. 123 dello stesso giorno ed entrato in vigore in pari data – ha dato ulteriore respiro, per la ripresa dei versamenti dei tributi e contributi sospesi, ai soggetti residenti nei comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dal terremoto.
Ma almeno con riguardo alle imposte, l’ulteriore dilazione concessa per il riversamento delle somme sospese riguarda i soli contribuenti DIVERSI dai titolari di reddito d’impresa, dai titolari di reddito di lavoro autonomo e dagli esercenti attività agricole e dunque in pratica DIVERSI dai titolari di partita iva (chiamiamoli, per semplicità, “PRIVATI”).
Per i titolari di partita Iva (imprese individuali e non), infatti, i versamenti di imposte dovuti nel periodo dal 24/08/2016 al 30/11/2017 [il termine finale, inizialmente fissato al 16/12/2016 dall’art. 1 del D.M. 01/09/2016 (G.U. n. 207 del 05/09/2016), è stato poi prorogato per l’appunto fino al 30/11/2017 dall’art. 48, comma 11, del D.L. 189/2016] e sospesi per effetto del terremoto dovevano essere effettuati in un’unica soluzione entro il 16/12/2017 senza applicazione di sanzioni ed interessi e tale ultimo termine è rimasto invariato [tutti gli interessati, comunque, sono stati a tempo debito contattati dallo Studio e hanno generalmente effettuato il pagamento dell’intera somma appunto in unica soluzione come dovuto, salvo qualcuno che ha scelto di rinviare la liquidazione dell’importo accollandosene evidentemente gli oneri ulteriori].
Però – attenzione! – anche i titolari di partita iva beneficiano della proroga del termine di ripresa dei contributi previdenziali e assistenziali sospesi a causa del sisma, come vedremo tra poco.
Ciò chiarito vediamo ora rapidamente in dettaglio le novità.

  • Imposte

Dunque per i “PRIVATI – non dimenticando però che tra loro vi sono anche, ad esempio, i soci della società titolari di farmacia, che almeno come tali non sono infatti titolari di partita iva – prima delle modifiche operate per effetto del D.L. 55/2018 il periodo di sospensione dei versamenti era iniziato il 24/08/2016 ed era terminato il 31/12/2017.
I versamenti dovuti in quel lasso di tempo, e non versati per effetto della sospensione, si sarebbero dovuti operare a decorrere dal 31/05/2018 in un’unica soluzione ovvero in 24 rate mensili di pari importo a partire dalla stessa data.
Ora, il D.L. 55/2018 proroga proprio il termine di ripresa dei versamenti sospesi (cioè in pratica, la dilazione concessa per far fronte a quei versamenti) facendolo slittare al 16 gennaio 2019 e aumenta al contempo il numero di rate a 60, sempre senza applicazione di sanzioni ed interessi.
Viene inoltre stabilito (art. 1, comma 1, n. 3) del D.L. 55/2018) che l’insufficiente, tardivo o omesso pagamento di una o più rate, ovvero dell’unica rata, comporta l’iscrizione a ruolo degli importi scaduti e non versati nonché delle relative sanzioni e interessi, sempre fatta salva l’applicazione del c.d. “ravvedimento operoso”.
La cartella deve però essere notificata – a pena di decadenza – entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di scadenza dell’unica rata o del periodo di rateazione.

  • Contributi previdenziali e assistenziali

Per tutti i soggetti residenti nei comuni colpiti dal sisma del 24/08/2016 e del 26 e del 30/10/2016 – e quindi anche per i titolari di partita Iva – per i quali i versamenti dei contributi previdenziali erano stati sospesi nei periodi dal 24/08/2016 al 30/09/2017 (per i comuni colpiti dal sisma del 24/08/2016) e dal 26/10/2016 al 30/09/2017 (per i comuni colpiti dal sisma del 26 e del 30/10/2016), viene parimenti prorogato al 31/01/2019 il termine inizialmente fissato al 31/05/2018 per la ripresa dei versamenti dei contributi dovuti e non versati per effetto della sospensione, concedendo peraltro anche qui una rateazione più lunga (60 rate mensili in luogo delle precedenti 24 sempre a partire dal 31/01/2019), e pure in questo caso senza sanzioni e interessi.
Coerentemente, la proroga interessa anche i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli avvisi di accertamento dell’Agenzia delle Entrate e dagli avvisi di addebito dell’INPS che, anziché dal 01/06/2018, riprenderanno a partire dal 01/01/2019 insieme con le azioni esecutive degli agenti della riscossione e con la decorrenza dei termini di prescrizione/decadenza delle attività degli enti creditori (inclusi i comuni).

  • Conclusioni

È quindi a questo punto opportuno, per concludere, che tutti i beneficiari della proroga del termine della ripresa dei versamenti contattino con congruo anticipo rispetto alla data del 16/01/2019 il nostro Studio per concordare con noi – e questo vale sia per chi versa autonomamente mediante il mod. F24, che per coloro che invece si avvalgono dello Studio anche quale intermediario autorizzato – le modalità di ripresa del versamento in un’unica soluzione ovvero a rate e, in quest’ultimo caso, concordare anche il numero delle rate.

 (roberto santori)

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