L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la C.M. n. 11/E del 6/05/2020 che chiarisce alcuni dei tanti dubbi interpretativi sulle misure adottate per l’emergenza da Coronavirus con i decreti “Cura Italia” e “Liquidità imprese” [rispettivamente dl n.18/2020 e dl n.23/2020], mentre è in arrivo la verosimile “valanga” del decreto maggio.

Stiamo lavorando per una News il più possibile esaustiva sulle numerose e complicate tematiche in ballo, ma nel frattempo – per rispondere a molti di voi – dobbiamo soffermarci rapidamente sul tema attualissimo della detraibilità delle spese per l’acquisto di mascherine da parte del cliente che se ne fornisce presso la Vostra farmacia.

La citata circolare ha dunque precisato al riguardo che l’acquisto di mascherine per la protezione individuale dà diritto alla detrazione per il cliente del 19% dell’importo di spesa eccedente i soliti 129,11 euro  [e da riportare naturalmente in dichiarazione dei redditi] se dispositivi medici con marcatura CE.

Ricorrendo questa condizione, lo scontrino o la fattura di acquisto rilasciata al cliente deve pertanto indicare sia il soggetto che sostiene la spesa [quindi in pratica emettere uno scontrino parlante o riportarne in fattura il codice fiscale] e sia per l’appunto la marcatura CE; e però – quanto a tale secondo presupposto – c’è da risolvere il problema delle mascherine “parificate”, quelle cioè prive bensì della marcatura CE ma prodotte in deroga ai sensi dell’art. 15 del Cura Italia, autocertificate dal produttore/importatore e “autorizzate” da ISS e/o Inail [per quanto ci riguarda, anch’esse dovrebbero ritenersi detraibili ma per il momento qui manca qualsiasi ufficialità].

In definitiva, è chiaro, sono detraibili solo le spese per l’acquisto di mascherine c.d. chirurgiche [fermo il dubbio su quelle in deroga], con l’esclusione in ogni caso di tutte le altre [FFP1, FFP2, FFP3, ecc.].

Per essere comunque certi che la mascherina chirurgica che avete in farmacia rientri tra i dispositivi sicuramente detraibili per il cliente sarà possibile consultare l’apposito elenco nel sistema “Banca dati dei dispositivi medici” pubblicato sul sito del Ministero della Salute e raggiungibile al link che qui si riporta

http://www.salute.gov.it/interrogazioneDispositivi/RicercaDispositiviServlet?action=ACTION_MASCHERA

N.B. – Tuttavia può non risultare agevole per il cliente consultare l’elenco e perciò può forse valere la pena che il farmacista lo aiuti anche in questo…

Naturalmente, sullo scontrino parlante o nella fattura la farmacia indicherà “dispositivo medico con marcatura CE” o simile [salvo sempre quel dubbio sulle chirurgiche in deroga] e non semplicemente “dispositivo medico”, anche se in alternativa la mascherina venduta potrà essere identificata nello scontrino o fattura – sempre ai soli fini della detraibilità della spesa – anche mediante la codifica utilizzata per trasmettere i dati al StS, e dunque con il codice AD [“spese relative all’acquisto o affitto di dispositivi medici con marcatura CE”].

Altre questioni irrisolte – a parte quella sulle mascherine chirurgiche in deroga – almeno per il momento non se ne rinvengono.

(marco righini)