In tutti questi provvedimenti dettati dal Coronavirus non sono riuscito a capire il bonus per la pubblicità riconosciuto nel 2020.

Solo per il 2020, come Lei riferisce, l’art. 98, comma 1, del Cura Italia ha modificato la disciplina riguardante il metodo di calcolo del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari previsti dall’art. 57-bis del DL 50/2017.

Ricordiamo che questo beneficio fiscale garantisce a regime un credito pari al 75% del valore incrementale [almeno pari all’1% delle spese sostenute rispetto all’anno precedente] degli investimenti effettuati – da parte di imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali – in campagne pubblicitarie su stampa-giornali [quotidiani e periodici, anche on-line], sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

La disciplina, rimodulata appunto per il solo anno 2020, prevede un credito d’imposta del 30% sull’intero valore degli investimenti pubblicitari effettuati nell’anno e non più, attenzione, sul valore incrementale: non sarà dunque più necessario calcolare incrementi delle spese sostenute a questo titolo nell’anno in corso rispetto all’esercizio precedente.

Inoltre, il Cura Italia ha fissato una nuova data per l’invio delle domande di prenotazioni del credito, che è compresa ora tra il 1° e il 30 settembre 2020 in luogo del termine ordinario 1-30 marzo, pur restando valide – attenzione – le domande già presentate fino al 31 marzo 2020 [anche se il sistema telematico non è aggiornato con le nuove disposizioni, dato che il calcolo del credito d’imposta sarà adeguato automaticamente].

Per completezza, ricordiamo che la singola impresa – prima dell’utilizzo del credito in compensazione con altri tributi mediante Mod. F24 – dovrà verificare che il bonus, essendo stato qualificato come aiuto de minimis, non ecceda il plafond eventualmente disponibile, tenuto conto che nell’arco di tre anni non si può superare il tetto di 200.000 euro di incentivi ottenuti dallo Stato e/o da altre amministrazioni pubbliche.

(andrea raimondo)