Un collaboratore sta per superare il periodo di sei mesi di malattia e mi pare che ora potrei procedere al licenziamento, pur rammaricandomi.
Del resto, qualche problema di gestione la farmacia me lo sta ponendo soprattutto dal punto di vista economico e perciò dovrei forse cogliere questa occasione.
Posso comunque attuare il licenziamento?

Nel c.d. periodo di comporto il rapporto di lavoro non si risolve, ma è “sospeso” per ragioni specifiche come la malattia, l’infortunio, ecc., e può trattarsi di un’unica assenza continuata (comporto unitario) oppure di più assenze frazionate (comporto per sommatoria).
In tutto il periodo il lavoratore ha naturalmente diritto alla conservazione del posto di lavoro e dunque il licenziamento eventualmente intimato durante il comporto è inefficace, come in questo caso sarebbe allora inefficace [anzi, nullo, come hanno affermato anche recentemente le Sez. Unite della Suprema Corte], dato che la malattia del collaboratore – secondo quanto da Lei riferito – non ha ancora superato i sei mesi, che è il tempo massimo di assenza previsto dall’art. 47 del CCNL farmacie private.
Prima del compimento dei sei mesi, in ogni caso, il licenziamento violerebbe l’art. 2110, secondo comma, del cod.civ., secondo cui “…l’imprenditore ha diritto di recedere dal contratto a norma dell’articolo 2118, decorso il periodo stabilito dalla legge, dagli usi o secondo equità”.
Per procedere, se del caso, all’intimazione del licenziamento, insomma, dovrà attendere almeno il 181° giorno di malattia del lavoratore [sempreché questi non rientri tempestivamente in farmacia…].

(giorgio bacigalupo)