Sono proprietario di tre locali nei quali i tre conduttori svolgono attività diverse (bar, centro estetico, negozio di abbigliamento). Ognuna di queste è stata chiusa come previsto dal decreto per tutto il mese di marzo e così è avvenuto anche nel mese di aprile: non riescono quindi a pagare l’affitto e nemmeno vogliono beneficiare del credito di imposta del 60%. Visto che non posso dare loro lo sfratto, cosa posso fare? Registrare un affitto con canone sensibilmente inferiore per il periodo di chiusura?

A tutela del proprietario/locatore c’è bensì il diritto di non pagare l’Irpef sui canoni non riscossi a partire dalla data di convalida di sfratto (lo sfratto può essere chiesto, anche se la sua esecuzione è rimandata dopo il 30 giugno), e però questo vale solo per i contratti ad uso abitativo e quindi non nel Suo caso.

Tuttavia, Lei potrà modificare[o tentare di modificare] il contenuto di uno o più dei tre contratti di locazione ad uso commerciale e anche gli importi dei canoni, purché evidentemente i relativi accordi siano sottoscritti anche dal conduttore.

La scrittura privata andrà comunque registrata, ma questo in pratica Le permetterà anche di rendere noto all’Agenzia delle Entrate il nuovo ammontare annuo del canone sul quale graveranno le imposte, che di conseguenza risulteranno di importo ridotto rispetto a quello attuale.

Per la registrazione della scrittura contrattuale [che però, attenzione, non può essere effettuata mediante i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate, ma solo allo sportello presso il quale era stato registrato l’atto originario] è tuttavia necessario compilare il Modello RLI riportando i dati relativi al contratto originario e allegare la copia dell’accordo debitamente sottoscritto e inoltre, in questo caso, non sono dovute l’imposta di registro e di bollo.

(francesco raco)