Con l’approvazione del modulo di domanda – scaricabile dal sito del MISE all’indirizzo: https://www.fondidigaranzia.it/normativa-emodulistica/modulistica/ [NOVITÀ Allegato 4 bis – Modulo richiesta agevolazione soggetto beneficiario finale], che fa seguito all’autorizzazione da parte della Commissione Europea – entra nella fase operativa la misura più “appetibile” per le PMI [nella cui categoria rientra in sostanza la totalità delle farmacie] e per i professionisti danneggiati dall’emergenza sanitaria in corso, e cioè i finanziamenti agevolati, azionabili entro il 31/12/2020,  indicati nella lett. m) dell’art. 13 del D.L. 23/2020 (Decreto “Liquidità”).

Vediamo in sintesi il quadro normativo che regola la loro erogazione, chiarendo subito che il finanziamento non è concesso “a pioggia” ma soltanto ai soggetti danneggiati dall’emergenza sanitaria in corso, e tale condizione – come vedremo tra poco – deve essere “autocertificata” alla banca e quindi deve potersi riscontrare effettivamente in caso di controlli se non si vuole rischiare di cadere in un “mendacio” penalmente sanzionabile.

Premesso questo, le condizioni essenziali del prestito sono le seguenti:

  • La garanzia prevista – erogata direttamente dal fondo sia in garanzia diretta che in riassicurazione – è pari al 100%;
  • L’erogazione è automatica senza alcuna valutazione – salva la verifica formale dei requisiti – e senza attendere l’esito dell’istruttoria della gestione del fondo [ma la banca potrebbe richiedere l’esito della propria istruttoria prima di procedere];
  • l’importo finanziabile è pari al 25% del fatturato – risultante dall’ultimo bilancio depositato o dall’ultima dichiarazione presentata – per un massimo di 25.000 euro;
  • sono ammesse anche imprese che alla data della richiesta di garanzia abbiano esposizioni classificate come “inadempienze probabili” o “scadute o sconfinanti deteriorate” purché non in “sofferenza”;
  • sono ammesse a certe condizioni anche le imprese soggette a procedure pre-concorsuali (concordato preventivo con continuità aziendale; accordi di ristrutturazione; piano attestato);
  • il costo del finanziamento dovrebbe coprire le sole spese vive di istruttoria e di gestione dell’operazione [ma v. sotto a proposito del tasso massimo applicabile all’operazione];
  • l’inizio del rimborso del capitale non può avvenire prima di 24 mesi dall’erogazione e il prestito può avere una durata fino a 72 mesi;

Come detto, l’attività dell’impresa/del professionista richiedente il prestito deve essere stata effettivamente danneggiata dall’emergenza sanitaria; pertanto le farmacie – tra le poche attività rimaste aperte – per essere ammesse al finanziamento dovranno essere in grado di documentare una crisi effettiva di liquidità ricollegabile all’emergenza sanitaria in corso [in tali condizioni con tutta probabilità si trovano/troveranno soprattutto le farmacie situate nei centri storici delle città d’arte, nei centri turistici, nelle stazioni, negli aeroporti ecc., ma anche le farmacie di centri abitati demograficamente poco consistenti che possono aver dovuto e dover fare i conti con la ridottissima mobilità della popolazione].

Il tasso massimo ammissibile del finanziamento costituisce però un vero rebus; infatti viene stabilito che la banca deve applicare al finanziamento garantito “un tasso di interesse nel caso di garanzia diretta, o un premio complessivo di garanzia nel caso di riassicurazione, che tiene conto della sola copertura dei costi di istruttoria e di gestione dell’operazione finanziaria e, comunque, non superiore al tasso di Rendistato con durata residua da 4 anni e 7 mesi a 6 anni e 6 mesi, maggiorato della differenza tra il CDS banche a 5 anni e il CDS ITA a 5 anni, come definiti dall’accordo quadro per l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica di cui all’articolo 1, commi da 166 a 17all’articolo 1, commi da 166 a 178 della legge 11 dicembre 2016, n. 232, maggiorato dello 0,20 per cento.”[sic!].

Non è facile individuare con esattezza i parametri indicati dalla norma e soprattutto i riferimenti temporali da adottare, se cioè si debba in pratica fare riferimento una tantum ai valori riscontrabili alla data di erogazione del prestito, o se tali valori debbano aggiornarsi successivamente a determinate scadenze lungo la durata del prestito, ecc.; e però, alcune elaborazioni della stampa specializzata e riferite al mese di marzo 2020 forniscono la stima di questo tasso non superiore all’1,88%.

Concludiamo con una chiara avvertenza.

Anche se agevolato e/o di favore e/o a lunga scadenza, si tratta pur sempre – questo è il punto e non va mai dimenticato – di un prestito che dunque deve essere prima o poi restituito.

È bene quindi che alla richiesta corrisponda un’effettiva esigenza, fermo comunque che – in caso di difficoltà nella compilazione/predisposizione del modulo [scaricabile al link indicato all’inizio] – la farmacia potrà rivolgersi allo studio di consulenza fiscale e/o a quello di consulenza del lavoro.

(Studio Bacigalupo-Lucidi)