Mio padre era l’unico socio di una srl titolare di farmacia. Quando è venuto a mancare, sono venuto a conoscenza che aveva redatto un testamento in cui lasciava a mio fratello il 100% delle quote della società mentre il resto dei beni lo divideva al 50% tra me e lui. Per fortuna io e mio fratello, unici eredi, siamo in ottimi rapporti e anche lui si è reso conto che le volontà paterne hanno leso la mia quota di legittima e con il notaio abbiamo stipulato un accordo per la reintegrazione della mia legittima dove mio fratello mi riconosceva il 50% delle quote della società. Ora vorrei sapere, se di questo accordo, dobbiamo tener conto anche nella dichiarazione di successione.

La risposta è affermativa, ricordando in primo luogo che gli accordi diretti – come quello da Lei citato – a reintegrare i diritti dei legittimari sono un istituto atipico, elaborato prevalentemente dalla dottrina, in quanto non è presente nel codice civile nè una definizione ma neppure una disciplina specifica.

Tuttavia ad essi c’è un esplicito richiamo proprio nel T.U. sull’imposta sulle successioni e donazioni, ed esattamente negli artt. 30 e 43 del Dlgs. n. 346/1990 e, in particolare, nell’art. 30 – primo comma lett. d)- è previsto che questi accordi siano allegati alla dichiarazione di successione sempreché, però, essi risultino da atto pubblico o da scrittura privata autenticata [come nel Vostro caso in cui sembra sia intervenuto un Notaio].

Inoltre, per quanto riguarda specificatamente l’imposta di successione, in quella testamentaria essa “si applica in base alle disposizioni contenute nel testamento, anche se impugnate giudizialmente, nonché agli eventuali accordi diretti a reintegrare i diritti dei legittimari, risultanti da atto pubblico o da scrittura privata autenticata” [art. 43 Dlgs n. 356/1990]

Non è quindi un quadro complicato, ma queste poche notazioni devono essere tenute presenti perché non è infrequente dover far ricorso proprio a definizioni negoziali come gli accordi di cui si è detto per risolvere questioni, meno semplici della Sua, insorte tra eredi.

(cesare pizza)

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