Nel capoluogo del nostro comune sono ubicate da sempre entrambe le farmacie previste in pianta organica: il comune conta oggi meno di 5.500 abitanti complessivi ma trent’anni fa erano circa 7.000.
Consideri che a distanza di circa 6 km dal capoluogo si è sviluppata rapidamente negli ultimi anni una frazione che oggi supera i 1.750 abitanti mentre 3.500 sono quelli residenti nel capoluogo.
Il Sindaco sta pensando di far istituire dalla Regione una farmacia in soprannumero nella frazione che effettivamente ne ha bisogno: posso fare domanda di trasferire la mia farmacia nella frazione, in modo che l’altra resti da sola nel capoluogo?

Si tratta con tutta evidenza di due farmacie istituite con il criterio demografico e quindi l’art. 104 T.U. non dovrebbe essere stato mai utilizzato, anche perché le esigenze della popolazione residente nella frazione sembrano sorte in termini consistenti solo recentemente.
E anzi, visto che le due farmacie esistono “da sempre”, è possibile che almeno una delle due sia stata istituita addirittura prima della riforma Giolitti del 1913, quindi senza alcun riferimento neppure al numero degli abitanti, anche se questo è un dato che almeno in questo caso interessa molto poco.
Quanto all’idea di istituire nella frazione una sede in soprannumero, non è in primo luogo la Regione [qualsiasi sia qui la Regione interessata] l’amministrazione competente all’istituzione di farmacie con il criterio topografico, perché alla Regione la più recente giurisprudenza del CdS [anche se dopo il Crescitalia ha avuto solo due o tre occasioni per occuparsi dell’art. 104 TU San. ] attribuisce – in tema di disciplina del servizio farmaceutico territoriale – solo l’indizione e l’espletamento dei concorsi oltre all’istituzione delle farmacie cd. aggiuntive.
Competente in via esclusiva deve invece ritenersi il Comune, e per esso la Giunta.
Senonchè, una fattispecie come questa dovrebbe facilmente trovare una soluzione ben diversa e sarebbe quella dello spostamento – dal capoluogo alla frazione – di uno dei due esercizi attualmente in pianta organica, che poi è esattamente quel che Lei vorrebbe.
Verosimilmente, infatti, l’intero territorio comunale dovrebbe essere ora ripartito in due sedi e a ognuna [visto il Suo racconto dei fatti] ascritta più o meno la “metà” del capoluogo e dunque – se la frazione fosse oggi inclusa nella circoscrizione territoriale della sede di cui è proprio Lei il titolare – non vedremmo una minima Sua difficoltà a cogliere l’obiettivo.
Diversamente, se cioè la frazione rientrasse nell’altra sede, e il suo titolare non si opponesse [avrebbe d’altra parte tutto l’interesse a non opporsi], il Comune dovrebbe naturalmente disporre – sempre con una delibera di Giunta – la modifica delle due sedi corrispondentemente a tali vostre intese, una soluzione comunque altrettanto agevole.
Certo, se in questa seconda eventualità il Suo collega ambisse lui al trasferimento dell’esercizio, Lei avrebbe ben pochi argomenti per contrastarlo.
Resta l’ipotesi magari remota, ma non proprio infrequente, di una non inclusione della frazione in nessuna delle due sedi: in tal caso, sempre laddove vi sia accordo tra voi, sarà sufficiente “inglobare” la frazione nella sede il cui titolare sia interessato allo spostamento della farmacia.
Nell’evenienza invece di un disaccordo, la frazione – previo anche qui il solito provvedimento giuntale – potrà essere configurata come porzione territoriale di pertinenza di una sede istituita per decentramento [ai sensi dell’art. 5 della l. 362/91, ricorrendone d’altronde tutti i presupposti] da assegnare successivamente a uno dei due titolari individuato all’esito di una selezione per titoli, ipotesi peraltro suggestiva ma poco realistica.
In definitiva, queste soluzioni – spostamento dell’una o dell’altra farmacia, o decentramento di una sede con l’intero capoluogo ascritto all’altra – sono perfettamente percorribili perché del tutto conformi anche ai principi cardine dettati dall’art. 11 del Crescitalia [maggiore accessibilità della popolazione al servizio farmaceutico ed equa distribuzione territoriale delle due farmacie].
E’ chiaro allora che in questo quadro l’istituzione di una sede soprannumeraria nella frazione potrebbe seguire soltanto a un conflitto… a fuoco tra i titolari delle due farmacie oggi in attività, ma a una conclusione tanto autolesionistica è difficile credere.

(gustavo bacigalupo)