Come abbiamo più volte chiarito, le spese sostenute per la frequenza universitaria attribuiscono una detrazione Irpef nella misura del 19% del loro ammontare.

Tuttavia, mentre per le università statali questa detraibilità è prevista senza alcun limite di spesa, invece per quelle private un decreto del MIUR fissa annualmente il tetto massimo della spesa detraibile, e quest’anno – sia pure con la conferma integrale dei limiti stabiliti per l’anno precedente – il MIUR vi ha provveduto con decreto del 7 dicembre 2023 [pubblicato nella G.U. del 30 gennaio 2024], fissando anche in questa circostanza gli importi limite distintamente per area disciplinare.

Per il 2023 – e quindi a valere già nella prossima dichiarazione dei redditi, il provvedimento ministeriale ha stabilito, in particolare, i seguenti importi limite:

  • area medica: Nord € 3.900, Centro € 3.100, Sud e isole € 2.900;
  • area sanitaria: Nord € 3.900, Centro € 2.900, Sud e isole € 2.700;
  • area scientifico-tecnologica: Nord € 3.700, Centro € 2.900, Sud e isole € 2.600;
  • area umanistico -sociale: Nord € 3.200, Centro € 2.800, Sud e isole € 2.500;

Quanto alle spese sostenute per la frequenza di corsi post-laurea [ovvero corsi di dottorato, di specializzazione e master universitari di primo e secondo livello], i limiti di detraibilità sono invece i seguenti:

  • Nord € 3.900;
  • Centro € 3.100;
  • Sud e isole € 2.900;

importi cui va sempre aggiunta – beninteso – la tassa regionale per il diritto allo studio (art. 3 della l. n. 549/1995).

Infine, ricordiamo che la detrazione in esame spetta per le spese sostenute nel 2023, anche se riferite a più anni, e che gli stessi limiti valgono anche per la frequenza di corsi di perfezionamento [Circolare AdE n. 122/1999] anche se non espressamente menzionati nel decreto ministeriale.

(stefano olivieri)

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