Sono titolare di farmacia, ho due figli e ho divorziato dalla mia, ormai, ex moglie qualche anno fa. Sono stanco di lavorare in farmacia e ho deciso di lasciare l’impresa con un patto di famiglia a mio figlio farmacista, liquidando l’altro con una cospicua somma di denaro. Mi è sorto, però, un dubbio perché in varie vs. Sediva News avete sottolineato l’obbligo di partecipazione al patto di famiglia di tutti i soggetti legittimari: è cioè sufficiente la presenza dei miei due figli o è necessario che ci sia anche la mia ex moglie?

Come giustamente Lei ha osservato, ai sensi dell’art. 768 quater cod. civ., alla stipula del patto di famiglia “devono partecipare anche il coniuge e tutti coloro che sarebbero legittimari ove in quel momento si aprisse la successione nel patrimonio dell’imprenditore”.

Ma a seguito e per effetto del divorzio all’ex coniuge superstite – in caso quindi di premorienza dell’altro coniuge – non spetta alcun diritto ereditario [salvo il diritto di continuare a beneficiare dell’assegno divorzile che naturalmente diventerà a carico degli eredi del de cuius], perché l’ex coniuge in queste evenienze perde anche lo status di legittimario.

Pertanto, nel Suo caso, per la validità del patto di famiglia [che, ricordiamo, deve essere formalizzato, a pena di nullità, per atto pubblico] sarà sufficiente la presenza dei Suoi due figli dato che – giova ribadirlo – la Sua ex moglie non è più una Sua erede legittimaria.

(cesare pizza)

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