La “remissione in bonis” è una figura introdotta nell’ordinamento tributario dall’art. 2 del d.l. 16/2012, in base al quale il contribuente – che abbia dimenticato di esercitare un’opzione o di inviare una comunicazione per fruire di benefici di natura fiscale o per accedere a regimi fiscali opzionali – può rimediare alla disattenzione effettuando la comunicazione o eseguendo l’adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile, versando contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione prevista dalla normativa vigente.
Ad esempio, la mancata presentazione dei “moduli Enea” compilati dal tecnico che ha completato le opere di ristrutturazione – per usufruire del credito d’imposta connesso alle spese sostenute per il c.d. “risparmio energetico” – si può definire ricorrendo appunto alla “remissione in bonis”, versando una sanzione di euro 250 con il modello F24 elide, con riferimento al codice 8114, contestualmente alla spedizione dei moduli stessi.
Le regolarizzazioni sono tuttavia ammesse a condizione che non siano state contestate le violazioni da parte dell’Amministrazione Finanziaria e, come detto, il versamento ridotto va effettuato nel termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi (31 ottobre dell’anno successivo a quello di riferimento).

(franco lucidi)