[Contributo n. 1 a “Chi ha paura di Amazon?”]

 

di Andrea Cicconetti

 

Paura di Amazon che raccolga le ricette, magari direttamente dai medici e invii i medicinali al paziente, garantendo il miglior sconto e mettendo a disposizione una sorta di teleconsulto con il farmacista?
È questa la vera domanda che dobbiamo porci?
Ma sarebbe un’ipocrisia non ricordare che quasi tutte le farmacie, ormai, raccolgono le prenotazioni dei prodotti tramite mail, whatsapp o piattaforme varie, rendendosi disponibili al click-to-collect o addirittura alla consegna a domicilio (magari anche gratuita, senza limite minimo di acquisto).
Ancora una volta, però, il problema è un altro: Amazon è da solo, è lui il player, non ha competitor, sceglie le regole, l’ampiezza dell’offerta, i costi, gli sconti, il tutto dopo un’attenta analisi economica del processo che alla fine gli garantisce una buona marginalità di crescita.
Inutile dire che Amazon è in posizione dominante.
Noi, cioè le farmacie, siamo tanti, ognuno ha il suo metodo, che spesso si basa sul confronto con ciò che fa il vicino (c.d. sindrome di N.I.M.B.Y.), senza una vera strategia: tu fai x e io ti supero facendo y, tu applichi uno sconto del 30% e io del 50%, tu fai il click-to-collect, io consegno gratuitamente ovunque.
Tante cellule impazzite che, convinte di accaparrarsi qualche cliente in più, perdono un mare di punti in marginalità, dando luogo a un’autentica “guerra dei poveri”, andando a scontare anche i servizi per i quali tanto abbiamo combattuto e combattiamo come fiore all’occhiello della nostra professionalità e della farmacia del terzo millennio.
Eppure, potremmo essere una rete indistruttibile di professionisti: abbiamo la nostra distribuzione intermedia, le farmacie indipendenti sono la maggioranza, abbiamo una prossimità eccezionale e ogni giorno entrano in farmacia 4 milioni di cittadini italiani.
Il farmacista è la figura professionale che, sondaggi alla mano, gode di maggior fiducia da parte dei cittadini e, se fossimo uniti, saremmo veramente il “primo Amazon” del mondo.
Ben diversamente, se non facciamo rete e immagine unica la farmacia indipendente sarà destinata a sparire.
Riflettiamo e agiamo affinché non sia troppo tardi.

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Nei prossimi giorni:

24.04.2026: “Il rapporto fiduciario diretto con il paziente

di Teresa Cofano (Farmacista di prima linea) e Donatella Martucci (Farmacista di prima linea e Presidente Federfarma Brindisi)

27.04.2026:Quando più indizi cominciano a fare una prova…

di Paolo Gaoni (Farmacista di prima linea, Consigliere Ordine Farmacisti Roma e… tanto altro)

28.04.2026: “Il valore del ruolo del farmacista oltre l’automazione

di Laura Giordani (Avvocato esperta del settore)

29.04.2026: “Nessun timore per/tra i farmacisti italiani

di Maria Grazia Mediati (Farmacista di prima linea e V. Presidente Ordine Farmacisti Roma)

30.04.2026: “Amazon e il ruolo del software

di Emiliano Minella (Esperto informatico del settore e sistemista)

04.05.2026: Amazon: un nuovo modello di sanità?

di Michela Pallonari (Esperta in marketing farmaceutico strategico)

05.05.2026: “Sostenibilità etica e cultura del dato: la (possibile) risposta europea al modello logistico statunitense

di Romina Raponi (Avvocato esperta del settore)

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