La detrazione del 19% per le spese universitarie sostenute presso atenei non statali continua a richiedere particolare attenzione operativa, perché – diversamente da quanto avviene per le università statali, per le quali rileva l’intero importo versato – l’ammontare detraibile resta ancorato a limiti massimi fissati annualmente con decreto ministeriale, recentemente aggiornati con il D.M. 30 dicembre 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 27 marzo 2026.
Anche per l’anno d’imposta 2025, infatti, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha individuato soglie differenziate per area disciplinare e per zona geografica dell’ateneo, confermando la logica già nota – cioè un tetto variabile tra Nord, Centro e Sud/Isole e tra ambiti medico, sanitario, scientifico-tecnologico e umanistico-sociale – che il contribuente deve necessariamente rispettare in sede di dichiarazione.
E pertanto, anche per quest’anno per la frequenza – presso le università non statali – di corsi:
- di laurea
- di laurea magistrale
- di laurea magistrale a ciclo unico
i nuovi limiti di spesa massima su cui calcolare la detrazione sono i seguenti:
- area medica: Nord € 3.600, Centro € 2.900, Sud e Isole € 2.650;
- area sanitaria: Nord € 4.100, Centro € 3.100, Sud e Isole € 3.050;
- area scientifico-tecnologica: Nord € 3.700, Centro € 2.900, Sud e Isole € 2.600;
- area umanistico-sociale: Nord € 3.200, Centro € 2.750, Sud e Isole € 2.550.
N.B. Nei limiti di spesa così individuati, si badi bene, è compresa anche quella sostenuta per il test di ammissione; e però, in caso di sostenimento di più prove di ammissione – sempre presso università non statali situate in aree geografiche diverse e appartenenti a diverse aree tematiche – occorre verificare se lo studente proceda o meno ad iscriversi ad una delle facoltà/corso per cui ha sostenuto il test. In caso di iscrizione, le spese sostenute per i test di ammissione rientrano nel limite proprio del corso a cui lo studente si è iscritto; in caso di non iscrizione, ai fini del calcolo della detrazione vale il limite di spesa più elevato tra quelli fissati per i corsi/facoltà per le quali è stato sostenuto il test.
Invece, per le spese riguardanti la frequenza di corsi:
- post-laurea
- di dottorato
- di specializzazione
- di master universitari di primo e secondo livello,
i limiti di spesa sono stati aggiornati e risultano pari a:
- Nord € 4.100;
- Centro € 3.100;
- Sud e isole € 3.050.
A tutti gli importi va comunque sommata la tassa regionale per il diritto allo studio.
I limiti sopra indicati operano altresì con riguardo alle spese sostenute per la frequenza di corsi di perfezionamento [anche se non espressamente previsti dal decreto ministeriale].
(stefano olivieri)
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