Passando alla quinta parte del ns programma di analisi, la Legge di Bilancio 2026 contiene – come d’altronde abbiamo già parzialmente constatato – un insieme articolato di misure fiscali [spesso] agevolative per le imprese, con interventi che incidono in modo diretto sulle scelte di investimento e sulla gestione dei costi aziendali.
In particolare, la manovra prevede il rifinanziamento e l’estensione del credito d’imposta ZES unica con l’introduzione – come vedremo meglio tra un momento – di un credito integrativo per gli investimenti effettuati nel 2025, con la riproposizione dell’iper-ammortamento per gli investimenti in beni strumentali, e anche con alcune modifiche soprattutto in materia di imposta sulle transazioni finanziarie.
Di seguito si riepilogano pertanto le principali novità soffermandoci – per ovvie ragioni – su quelle riferibili anche indirettamente a misure che possono avere un impatto concreto sulla pianificazione fiscale e sugli investimenti delle imprese.
 

  • Crediti di imposta ZES unica e zone logistiche semplificate [commi 438-447]

Viene rifinanziato, come detto all’inizio, il credito d’imposta per gli investimenti realizzati nella ZES unica del Mezzogiorno per il periodo dal 1° gennaio 2026 al 15 novembre 2028, nel limite di spesa, peraltro, di 2,3 miliardi per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028.
Inoltre, il credito ZES viene esteso anche a Umbria e Marche, due regioni precedentemente escluse dalla normativa.

  • Credito d’imposta aggiuntivo per gli investimenti realizzati nel 2025 nella ZES unica [commi 448-452]

È previsto un contributo aggiuntivo sotto forma di credito d’imposta per gli investimenti realizzati entro il 15 novembre 2025 nella ZES unica Mezzogiorno, riconoscendo per il 2026 un’integrazione pari al 14,6189% dell’importo del credito già richiesto con dichiarazione integrativa inviata tra il 18 novembre e 2 dicembre 2025 [e precedentemente riconosciuto nella percentuale del 60,3811%] a condizione che l’impresa non abbia fruito del credito Transizione 5.0.
In definitiva, le imprese che hanno richiesto il credito d’imposta ZES nel 2025 [con l’aggiunta del credito integrativo suddetto] arriveranno a un ammontare totale pari al 75% del credito stesso.
Tale ulteriore credito aggiuntivo dovrà essere richiesto presentando apposita istanza telematica all’Agenzia delle Entrate e sarà utilizzabile solo in compensazione nell’anno 2026.

  • Maggiorazione dell’ammortamento per gli investimenti in beni strumentali: ild. iper-ammortamento [commi 427-436]

Viene riproposta la disciplina a favore delle ditte individuali/società che prevede la maggiorazione del 180% per la quasi totalità delle farmacie dell’ammortamento civilistico [cosiddetto “iper-ammortamento”] per investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 in beni materiali e immateriali strumentali c.d. industria 4.0 e industria 5.0 interconnessi al sistema aziendale.
L’agevolazione è valida anche per gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo.
Per poter accedere al beneficio, i beni devono essere prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo.

  • Disposizioni in materia di imposta sulle transazioni finanziarie – c.d. Tobin-tax [commi 19-21]

Viene previsto un aumento dell’aliquota della c.d. Tobin Tax sia con riferimento al trasferimento della proprietà di azioni e altri strumenti partecipativi [che passa dallo 0,2 allo 0,4 per cento], sia con riferimento alle negoziazioni ad alta frequenza relative agli strumenti finanziari [che passa dallo 0,02 allo 0,04 per cento].

  • Contributo per le spese amministrative doganali sulle piccole spedizioni [commi 126-128]

Viene introdotto un contributo pari a 2 euro a titolo di spese amministrative doganali, posto a carico delle spedizioni in arrivo da Paesi non appartenenti all’UE dal valore dichiarato non superiore a 150 euro; sarà riscosso dall’Agenzia delle dogane e monopoli all’atto dell’importazione delle merci.
Nel quadro delineato dalla Legge di Bilancio 2026 emergono varie misure di carattere fiscale e agevolativo destinate a incidere sulle decisioni di investimento e sulla gestione finanziaria delle imprese, con particolare riferimento ai crediti d’imposta, agli ammortamenti e ad alcuni oneri connessi alle operazioni finanziarie e commerciali.

*   *  *

Queste disposizioni, sembra chiaro, dovranno essere fatalmente meglio ripercorse e dunque sottoposte a una valutazione più puntuale, specie con riguardo ai requisiti richiesti per l’accesso ad alcune agevolazioni, tenendo comunque anche conto dei limiti di spesa, delle scadenze temporali e delle condizioni di utilizzo dei benefici fiscali introdotti dalla Finanziaria.

(marco righini)

(continua…)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!