James Tobin, lo abbiamo ricordato anche in altre occasioni, è un economista americano che nel 1972 concepì la tassa a favore dello Stato sulle transazioni dei/sui “finanziari”, e prima fra tutti quella su acquisti e vendite delle azioni italiane al fine di evitare speculazioni.
L’imposta era stabilita sul trasferimento di proprietà delle azioni in misura corrispondente allo 0,1%, mentre la legge finanziaria in corso d’approvazione sale allo 0,20%.
Inoltre, viene aumentata dallo 0,02% allo 0,04% la tassa sulla compravendita di titoli tra le banche.
Il gettito previsto dalla legge finanziaria nel 2026 dovrebbe essere pari a 337 milioni di Euro, risorse da destinare agli aiuti per chi soffre.

Infine, dalla Tobin Tax sono esclusi:

  • i trasferimenti di quote di srl e di società di persone;
  • le operazioni su obbligazioni e titoli di debito;
  • le operazioni che hanno come controparte le banche centrali degli stati membri dell’UE.

Dunque, sembra chiaro, una tale imposta dovrebbe senz’altro stimolare investimenti finanziari et similia.

(franco lucidi)

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