Secondo il calendario parlamentare, gli emendamenti proposti alla legge di bilancio in discussione al Senato sono in corso di esame proprio nella giornata di oggi, in vista naturalmente dell’approvazione del testo definitivo, attesa per la giornata di domani, 23 dicembre 2025.
Anticipiamo, però, in estrema sintesi, le novità più importanti rispetto alla versione “bollinata” della legge, così da orientare – quanto più e meglio possibile – scelte, programmi e decisioni.
Inutile ricordare che il tutto deve essere “preso con le pinze” dato che fino alla pubblicazione in GU non si possono evidentemente avere certezze.
Rottamazione-quinquies
Qui, in realtà, non è cambiato nulla rispetto alla versione “bollinata” e pertanto chi è ancora in corsa nella rottamazione-quater alla data del 30.09.2025 non può accedere alla versione quinquies anche nel caso in cui fosse decaduto successivamente a tale data “saltando”, poniamo, la rata del 9 dicembre.
Probabilmente ci sarà una riduzione del tasso di interesse dal 4% al 3% ma – ci pare – niente di più.
Locazioni brevi
Dopo tante discussioni sull’aliquota della cedolare secca [che tutti certamente ricordiamo…], la versione che approderà al testo definitivo dovrebbe essere quella secondo cui, per la prima casa in locazione breve, si applica l’aliquota del 21%, che sale al 26% per la seconda casa; a partire dalla terza [casa] – ecco la vera sorpresa! – l’attività diventa imprenditoriale [con una presunzione “insuperabile” del legislatore…], e si entra di conseguenza nel mondo delle partite iva, quel che, teniamone conto, oggi avviene a partire dalla quinta [casa].
Sarà sempre possibile, è vero, la sublocazione o il comodato a un soggetto terzo [che potrà a sua volta utilizzare l’immobile per la locazione breve e, si badi, alle stesse condizioni], e però, se questa “manovra” vale a eludere l’apertura della partita iva, le contestazioni del Fisco saranno sempre possibili [basti pensare al classico padre che dà in comodato al classico figlio il … classico appartamento].
Iper-ammortamento
Anche in questo caso le modifiche apportate dal maxi-emendamento governativo sono di tutto rilievo.
Per prima cosa, infatti, viene eliminata l’aliquota “iper-maggiorata” del 220% che era riservata ai progetti di efficientamento energetico [ivi compresi – riteniamo – gli impianti fotovoltaici].
Quindi, per tutte le categorie di investimento [ad efficientamento energetico o meno] resta l’unica aliquota maggiorata del 180% che però si aggiunge naturalmente a quella ordinaria del 100% per un totale di costo fiscalmente ammortizzabile del 280%.
Per le farmacie – lo ricordiamo – si tratta essenzialmente di investimenti aventi a oggetto: magazzini automatici; casse automatiche e sistemi avanzati di etichettatura; distributori e frigoriferi “intelligenti”.
Altra [nuova] condizione particolarmente stringente è quella per cui l’investimento deve riguardare esclusivamente beni “made in EU” e cioè provenienti da una filiera produttiva europea.
Tale condizione dovrà essere attentamente dimostrata per ottenere l’agevolazione; sarà quindi necessario acquisire dai fornitori documentazione completa e probante, con tutte le difficoltà del caso, anche se a questo punto dovrebbero venire meno le altre formalità inizialmente previste sulla falsariga dei crediti d’imposta 4.0 e transizione 5.0 [comunicazioni preventive e consultive].
A compensazione di quelli che sono indubbiamente inasprimenti dall’agevolazione, viene ampliata la finestra di fruizione del bonus inizialmente prevista per il solo 2026 e ora estesa fino al 30.09.2028 purché entro il 31.12.27 – con il solito meccanismo che ben conosciamo – venga versato un importo di acconto significativo e intervenga l’accettazione dell’ordine.
Queste poche righe – ribadiamo – per orientare fin da subito, nei limiti del possibile e del ragionevole, scelte e decisioni.
Naturalmente non mancheremo di aggiornarvi puntualmente non appena sarà reso disponibile il testo definitivo della manovra.
(stefano civitareale)
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