Ho acquistato nel 2023 un robot per la farmacia e sto usufruendo del credito d’imposta beni strumentali 4.0. Si chiede se, ai fini della fruizione del credito, sia necessario possedere il Durc in corso di validità alla data di ciascun utilizzo in compensazione, oppure se sia sufficiente avere un’altra documentazione equipollente, idonea a provare la regolarità contributiva.

La circolare 9/E/2021 dell’Agenzia delle Entrate, al punto 5.1.2, precisa che: “[…] il contribuente è legittimato alla fruizione del credito d’imposta qualora, alla data di utilizzo in compensazione, abbia correttamente adempiuto agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori. Al riguardo, si ritiene che la disponibilità del Durc in corso di validità al momento della fruizione del credito d’imposta costituisca prova del corretto adempimento degli obblighi contributivi e previdenziali richiesti dalla norma. È necessario che il predetto documento risulti in corso di validità all’atto di ciascun utilizzo in compensazione […]”.
Come vediamo, dunque, ai fini della fruizione del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0, non è necessario possedere materialmente un Durc in corso di validità alla data di ogni singola compensazione.
La stessa circolare, infatti, chiarisce che la condizione richiesta si considera rispettata:

  • sia nel caso in cui il contribuente abbia richiesto e ottenuto il Durc;
  • sia nel caso in cui, pur non avendolo richiesto, avrebbe potuto ottenerlo in quanto in regola con gli obblighi contributivi.

Per concludere, quindi, se Lei non dispone di un Durc valido al momento della compensazione, può comunque dimostrare la propria regolarità contributiva tramite documenti equivalenti, come ad esempio quietanze F24 o flussi Uniemens.

(andrea raimondo)

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