Ho ricevuto un’intimazione per una cartella di pagamento che mi era stata notificata nel 2010 relativa a un presunto omesso versamento Irpef. Mi è stato detto che ormai il debito è prescritto e che quindi posso non pagarla. È corretto?
Sì, è corretto anche se parzialmente, come diremo subito.
Il credito tributario vantato dal Fisco è infatti ormai prescritto [perché, secondo l’art. 2946 cod. civ., “Salvi i casi in cui la legge dispone diversamente, i diritti si estinguono per prescrizione con il decorso di dieci anni”], essendo trascorsi più di 10 anni dalla notifica della cartella di pagamento, e però – si badi – la “cancellazione” del debito non opera in automatico.
Per eccepire, invero, l’avvenuta prescrizione è necessario impugnare l’intimazione di pagamento entro 60 giorni dalla notifica, ai sensi dell’art. 21 del D.lgs. n. 546/1992.
La mancata impugnazione dell’atto nel suindicato termine perentorio, dunque, “cristallizza” il credito del Fisco rendendo di fatto non più eccepibile l’avvenuta prescrizione.
Pertanto, potrà sembrarLe singolare, ma nel concreto – se vorrà davvero “liberarsi” di questo [presunto] debito verso l’Erario – Lei sarà costretto ad adire la Corte di Giustizia Tributaria competente.
(valerio pulieri)
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