Da quello che ho letto da quest’anno ci dovrebbero essere novità sulle detrazioni fiscali spettanti per i figli a carico: come stanno le cose esattamente? Potrò sempre portare in detrazione le spese mediche e universitarie che sostengo nell’interesse di mio figlio?

A partire appunto da quest’anno, e quindi a valere nel concreto sulle dichiarazioni dei redditi da presentare nel 2026, la detrazione massima per ogni figlio a carico – sebbene resti fissata, come nel passato, a 950 euro – si applica, ed è qui la novità, soltanto ai figli:

  • di età compresa tra i 21 e i 30 anni;
  • senza alcun limite di età in caso di disabilità accertata;

che nell’anno di riferimento abbiano un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili, limite elevato a 4.000 euro per ciascun figlio di età inferiore a 24 anni.
Quest’ultima condizione, strettamente connessa al reddito complessivo del figlio, definisce per l’appunto lo status di figlio fiscalmente a carico e rileva, per espressa disposizione legislativa (art. 12, comma 4-ter TUIR), ai fini di tutti gli altri benefici fiscali anche nel caso in cui le detrazioni per familiari a carico non spettino in ragione dell’età.
Volendo allora esemplificare, se il figlio ultratrentenne è fiscalmente a carico – proprio perché in un dato anno il proprio reddito complessivo non supera i 2.840,51 euro – spetteranno al genitore che ne sostiene le spese *, secondo le regole generali, le relative detrazioni, a nulla rilevando che per “sopraggiunti limiti di età” [per così dire] siano venuti meno gli sconti fiscali per il carico di famiglia in quanto tale.


*non tutte le spese, s’intende, ma solo quelle per cui è espressamente previsto che possano essere detratte anche se sostenute nell’interesse di familiari a carico quali, tipicamente, spese mediche e di istruzione universitaria


In tal senso, del resto, è anche una recentissima risposta a interpello dell’Agenzia delle Entrate (243/2025).

(stefano civitareale)

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