I cambiamenti generazionali – come siamo costretti a constatare ogni giorno – si stanno riflettendo anche sul panorama lavorativo, quel che si traduce fatalmente nell’obbligo per il titolare di farmacia di non poterli più ignorare, perché questo recherebbe un’autentica perdita di chance, cioè di opportunità di crescita e di innovazione.

Investire sui giovani non è, dunque, un agire fallimentare, ma una strategia che le aziende – e le farmacie non possono fare eccezione – sono costrette a studiare e mettere in atto per poter crescere, rinnovarsi e acquisire vantaggi competitivi rispetto alla concorrenza.

Dare il via, allora, a questo processo impone inevitabilmente – in primo luogo – di assicurarsi i migliori “talenti” (anche) delle nuove generazioni quando, s’intende, si tratti di “talenti” desiderosi di affacciarsi sul mondo del lavoro.

Per perseguire e raggiungere obiettivi del genere, però, la farmacia deve necessariamente impegnarsi affinché – quantomeno – diventi fortemente attrattiva anche e soprattutto per questi potenziali vostri collaboratori tentando quanto più possibile di fidelizzare, e quindi trattenere nelle aziende, quei “talenti” che possono essere stati individuati.

Ma come procedere?

È il titolo stesso di queste note a suggerircelo: bisogna rivolgersi, cioè, a quella che notoriamente è definita Generazione Z, che comprende i nati tra il 1997 e il 2010, curando però adeguatamente questa ricerca [appunto] di “talenti”.

Ora, come generalmente è noto, si tratta di ragazzi cresciuti nel e con l’uso massiccio della tecnologia e dei social media, e che dunque possono/devono essere inquadrati come “derivati” di una interconnessione digitale, che ha infatti permesso loro l’accesso immediato a informazioni e comunicazioni globali.

È chiaro, però, che in questo modo la tecnologia – oltre a influenzare le loro abitudini sociali – ha inciso anche, e soprattutto, sui loro bisogni e per ciò stesso, crediamo, anche sulle loro aspettative lavorative.

In definitiva, gli appartenenti alla Gen. Z cercano – o perlomeno noi dobbiamo pensare che costoro cerchino – ambienti di lavoro dinamici, trasparenti, inclusivi e attenti alla sostenibilità e al benessere personale e, visto che attribuiscono [sempre sulla base di quel che è lecito credere] grande importanza alla possibilità di apportare un contributo ad ampio spettro, dovrebbero avvertire una maggiore spinta verso impieghi che consentano loro di “fare la differenza” o, se preferite, di dedicarsi a obiettivi ben definiti.

Vogliono insomma sentirsi valorizzati, avere possibilità di crescita, aspirare a un buon equilibrio vita-lavoro, a comunicazioni interpersonali efficaci e a stimoli continui, ma – attenzione – anche a stabilità [economica bensì, ma anche lavorativa] oltre naturalmente a giusti riconoscimenti.

E, dato che sono anche molto inclini alla vitalità, sia individuale che di gruppo, costoro ricercano farmacie che, oltre a farli sentire parte di un team, siano in grado di metterli costantemente, per così dire, “alla prova”.

Insomma, la farmacia deve adattarsi e diventare un luogo di lavoro stimolante per questi “talenti”, adottando – non potrebbe essere altrimenti – tecnologie moderne e una cultura aziendale che rifletta i valori e le aspettative delle nuove generazioni.

Beninteso, quest’ampia panoramica non deve minimamente far pensare che siano individui infallibili, perché anzi possiamo/dobbiamo definirli dei “fragili spavaldi”, bisognosi di feedback e appunto di riconoscimenti, magari anche in termini di piccoli benefit aziendali ma certamente in termini di approvazione.

In sintesi, la capacità di coinvolgere nel lavoro la Generazione Z non è un’opzione, ma – come forse avrete già compreso – una priorità strategica (anche) per la Farmacia, che deve allora evolversi se vuole davvero abbracciare un futuro più dinamico e innovativo.

Conclusivamente, il nostro consiglio è quello di ricercare una collaborazione – anche molto stretta, se possibile – con loro, e progettare insieme un percorso che sappia integrare il meglio delle “nuove” e “vecchie” generazioni.

(valeria landi)

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