Sempre più spesso tutti sentiamo parlare nel nostro settore di “holding” che sembrano soprattutto i fondi d’investimento a costituire per il loro programma di acquisizioni di farmacie.
Però anche io e mio fratello, seguendo lo stesso programma di una famiglia di farmacisti vicina alle nostre, saremmo interessati ad allargare il numero delle farmacie che oggi possediamo, una lui e una io, e vorremmo quindi valutare l’ipotesi di dar vita anche noi a una holding.
Senza chiedervi di entrare nei particolari giuridici di questa figura, gradiremmo qualche indicazione sul piano fiscale che è l’aspetto che ci interessa di più.
Premesso che dovrebbero interessare, e parecchio, anche i profili strettamente giuridici, è un fatto che, soprattutto di recente, sono anche le “famiglie di farmacisti” [più o meno come le vostre] – quindi non necessariamente i soli fondi speculativi che hanno occupato una certa parte del mercato con un numero sempre crescente di farmacie – ad aver avviato, o tentato di avviare, un programma di annessione al loro patrimonio di altri esercizi, oltre [per lo più] a quello o quelli già intestati in forma individuale o sociale a componenti il nucleo familiare o soggetti ad essi riconducibili.
E però, raccogliendo il Suo “invito”, circoscriviamo doverosamente queste note ad alcuni degli aspetti fiscali che possono indurre [o non indurre] a prediligere – per finalità come le vostre – proprio una soluzione come quella della costituzione di una holding.
E allora, ricordando che la holding è una società che ha per oggetto principale la detenzione di partecipazioni in altre società, è definita generalmente pura quella per la quale questo è invece l’oggetto esclusivo, mentre è mista la società che – oltre naturalmente a detenere partecipazioni in altre imprese – svolge anche una attività operativa.
Ora, “frapporre” una holding tra una o più società operative e il “proprietario ultimo” persona fisica [il socio della holding, per intenderci] può essere effettivamente un valido strumento di pianificazione fiscale, ma con alcuni limiti.
Si pensi, ad esempio, a una farmacia gestita sotto forma di società di capitali, diciamo una srl, che genera un utile di esercizio a fine anno, che – se percepito dal socio persona fisica della srl – sconta una tassazione sostitutiva dell’IRPEF pari al 26% sul 100% del dividendo erogato, e invece – se percepito da una holding – al verificarsi di determinate condizioni la tassazione IRES, limitatamente ai dividendi, sconta una imposta del 24% [aliquota vigente IRES] sul 5% dei dividendi, e dunque l’1,2%.
Se e quando, poi, questi dividendi della holding verranno in prosieguo incassati dal socio persona fisica della holding, tale ulteriore erogazione sconterà l’imposta sostitutiva del 26%
Stesso discorso può valere anche con riguardo a una eventuale plusvalenza sulla cessione della partecipazione: se realizzata in capo alla persona fisica sconterà il 26% dell’intero suo ammontare, mentre – se realizzata dalla holding come tale – sconterà il 24% sul 5% della plusvalenza, cioè ancora una volta l’1,2%.*
*Questa agevolazione in sede di tassazione è sottesa al verificarsi dei requisiti pex, ex art. 87 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi
Senza la benché minima pretesa di completezza, insomma, lo strumento [perché in ultima analisi di strumento finisce per trattarsi] della holding può quindi ritenersi valido, ma nei limiti – è chiaro – in cui le risorse finanziarie oggetto di un lecito risparmio di imposta vengano reimpiegate per ulteriori iniziative imprenditoriali o lasciate all’interno della holding stessa.
Diversamente, l’opzione per una holding – intesa questa volta come una gestione di comodo dei soci del portafogli personale costituito da dividendi ma anche, se non soprattutto [come vedremo meglio in prosieguo], plusvalenze – non sembra possa essere assunta, almeno sul piano generale, come una scelta imprenditoriale di successo, posto che la materiale erogazione delle somme in capo al socio persona fisica finirà pur sempre per dover fare i conti con l’aliquota sostitutiva del 26%.
(mario astrologo)
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