• La flessibilità a domanda del periodo di allattamento post-partum;
  • L’ingresso nell’I.F. del figlio farmacista e il suo contributo all’Enpaf;
  • Farmacista dipendente che lavora a partita IVA anche per altre aziende;
  • L’apertura di una farmacia più vicina alla frazione in cui è ubicato un dispensario.

Nei 52 anni di vita dello Studio [e della Sediva] abbiamo dato – e comunque continuiamo a farlo – risposte a migliaia di quesiti provenienti da farmacisti, da non farmacisti, da uffici pubblici [Asl, Comuni e Regioni], da altri studi professionali e così via.
Senonché, le risposte che abbiamo ritenuto di “convertire” in Sediva News sono state nella realtà– per ragioni del resto facilmente intuibili – di numero ridottissimo, perché via via sono state e vengono scelte, in particolare, solo quelle che più di altre esaminassero/esaminino, secondo noi, questioni di un qualche respiro e/o esaurissero/esauriscano sostanzialmente il tema volta a volta affrontato.
Abbiamo però dovuto tener conto e prendere atto che questa scelta– nonostante si trattasse/si tratti, in parecchie circostanze, di argomenti ad ampio spettro e/o di largo interesse – ha finito e finisce in pratica per soddisfare soltanto il destinatario della risposta.
Da oggi, quindi, vorremmo tentare – utilizzando proprio la via della Sediva News – di estendere a tutti almeno quesiti/risposte che giudichiamo/giudicheremo meritevoli di una diffusione più ampia, circoscrivendo tuttavia [anche per ragioni di… spazio] questo lavoro a vicende specifiche, recenti o meno recenti, con queste caratteristiche e ritenute in ogni caso meglio in linea con la finalità che vogliamo perseguire, quella cioè di un allargamento della platea di destinatari raggiunti però con notazioni sintetiche e quindi di più facile comprensione.
Ecco perché, in definitiva, abbiamo voluto avviare una specifica Sezione di Sediva News intitolata per l’appunto quesiti/risposte in sintesi,  e caratterizzata da pubblicazioni abbastanza ravvicinate e recanti ognuna, per distinguerle evidentemente da quelle precedenti e da quelle successive, la data di pubblicazione.
La prima, quella odierna, è quindi intitolata

QUESITI/RISPOSTE IN SINTESI  DEL 3.10.2024

 

  • La flessibilità a domanda del periodo di allattamento post-partum

Abbiamo una dottoressa al rientro dalla maternità che ci chiedeva se l’allattamento post parto (“allattamento – indennità per riposo”) è obbligatoria o facoltativa, poiché la collega al momento non necessiterebbe di periodo di riposo, in quanto organizzata con nonni e marito. Vorrebbe quindi rientrare al lavoro e magari usufruirne più avanti, sempre entro l’anno del bambino. È possibile?
È senz’altro legittimo il differimento da parte della lavoratrice madre dell’esercizio del diritto di fruire dei riposi per allattamento in altro periodo lavorativo, cioè non coincidente con la ripresa dell’attività post-partum.
Resta ferma comunque la condizione temporale che tale opzione sia esercitata entro l’anno di vita del bambino.
Il diritto di fruire dei riposi per allattamento da parte della lavoratrice madre ha infatti natura di diritto potestativo, inteso quest’ultimo quale situazione giuridica soggettiva consistente nell’attribuzione di un potere alla lavoratrice madre cui corrisponde, dal lato del datore di lavoro, una posizione giuridica passiva di soggezione e non di obbligo.
Il datore di lavoro pertanto è tenuto a consentire alla madre la fruizione dei permessi, qualora però – si badi bene – la stessa presenti esplicita richiesta e quindi, in pratica, egli non può costringere la lavoratrice a utilizzare i relativi riposi.
Insomma, massima libertà per la neomamma.

  • L’ingresso nell’I.F. del figlio farmacista e il suo contributo all’Enpaf

Sono titolare di una farmacia di modeste dimensioni. Mio figlio si laureerà in farmacia a fine mese; volevo chiedere se facendo un’impresa familiare (cosa più vantaggiosa secondo il commercialista) lui deve pagare la quota ENPAF per intero o può usufruire della riduzione come dipendente.
Suo figlio dovrà pagare per intero il contributo annuale, ma naturalmente solo quando sarà iscritto all’albo.
Se entrasse in impresa familiare prima dell’abilitazione dovrebbe, almeno in teoria, essere iscritto alla Gestione separata Inps.
Dubitiamo tuttavia che la soluzione dell’impresa familiare possa ritenersi la migliore soluzione possibile…

  • Farmacista dipendente che lavora a partita IVA anche per altre aziende

Posso io, lavorando come farmacista collaboratrice part-time presso una farmacia privata di una città lombarda con contratto a tempo determinato, aprire una partita IVA per svolgere contemporaneamente attività di fornitura di servizi a terzi quali studi di settore ed analisi di mercato in ambito nazionale?
Si tenga presente che l’attività a partita IVA non confligge in termini concorrenziali con la mansione da impiegata di farmacia, fermo restando l’astenermi da ogni condotta che possa anche indirettamente pregiudicare gli interessi aziendali del datore di lavoro.
Non sussistono nel CCNL di categoria norme che impediscano questa iniziativa economico e/o professionale [tutelata d’altronde anche da norme costituzionali] che naturalmente dovrà essere svolta al di fuori dell’orario di lavoro dipendente.
Non sembra, inoltre, che realizzare questa idea possa confliggere con l’obbligo di fedeltà [del lavoratore dipendente verso la farmacia datrice di lavoro] previsto dall’art. 2105 del cod. civ., secondo cui il lavoratore non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’azienda, a meno che ovviamente la diversa attività esercitata dal lavoratore non si ponga in rotta di collisione proprio con gli interessi della farmacia presso cui opera.

  • L’apertura di una farmacia più vicina alla frazione in cui è ubicato un dispensario

Nel caso di apertura di una nuova farmacia, che dista circa 2,7km da un dispensario gestito da un’altra farmacia situata a più di 5km dallo stesso, è possibile arrogarsi il diritto di prendere in gestione il dispensario in questione “giocando” sulla vicinanza?
Trattandosi verosimilmente di un dispensario permanente, l’assegnazione/affidamento a una farmacia della zona, una volta che si sia perfezionato il procedimento di individuazione [a seguito, sempre più frequentemente, di una selezione/gara] dell’affidatario, l’apertura di una farmacia più vicina in un tempo successivo all’affidamento originario non sembra imporre in principio, differentemente dai dispensari stagionali, una nuova selezione/gara.
Per la verità, se non ricordiamo male, c’è stata una ventina di anni fa una decisione – ci pare del Consiglio di Stato – che aveva invece sostenuto diversamente, ma in prosieguo l’orientamento della giurisprudenza è stato nel senso indicato più sopra.
Inoltre, generalmente la distanza – cioè la maggiore vicinitas di una farmacia della zona [rispetto alle altre], misurata evidentemente tra la soglia delle varie farmacie e l’ipotetico centro topografico/toponomastico della frazione da servire con l’istituzione del dispensario – non costituisce più, ormai da anni, l’unico o almeno il prevalente criterio per l’individuazione della farmacia affidataria, e solo di rado continua a fare capolino qualche decisione di Tar di segno contrario [e una anche molto recentemente…].
Anche sotto questo profilo, dunque, non vediamo grandi possibilità – nonostante l’apertura di una farmacia più vicina rispetto a quella che attualmente gestisce il presidio – che il suo affidamento sia rimesso in gioco.

(gustavo bacigalupo)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!