Ancora una volta, quindi, parliamo di trattamento di fine rapporto, cioè del c.d. TFR.
Si tratta, come abbiamo visto, di un importo in denaro che spetta al lavoratore dipendente che lo percepisce in linea generale alla cessazione del rapporto di lavoro.
È in sua facoltà, tuttavia, richiedere al datore di lavoro – e anche su questo ci siamo soffermati recentemente – un acconto del TFR, di norma una sola volta e dopo almeno otto anni di servizio presso la stessa azienda.
Quanto ai tempi che il datore di lavoro deve rispettare nella liquidazione dell’importo, “convenzionalmente” viene preso come riferimento il periodo compreso tra 30 e 45 giorni dalla data di cessazione del rapporto.
E questo, perché non c’è un preciso riferimento di legge, cosicché nel concreto si tende a ricercare e applicare regole ispirate più che altro a esigenze comuni dell’azienda e del lavoratore, anche se – è chiaro – laddove il TFR tardi a essere liquidato, il lavoratore può naturalmente inviare pur sempre, per pec o raccomandata a/r., il “classico” sollecito di pagamento…

(giorgio bacigalupo)

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