Con alcuni colleghi stiamo seriamente considerando la possibilità di una fusione tra le nostre due sas, e in particolare la mia incorporerebbe l’altra. Vorremmo sapere a grandi linee quali sono i passaggi che dobbiamo seguire e se si tratta di un atto particolarmente complesso.

Sono operazioni sempre più frequenti, soprattutto quando – come in questo caso – si voglia irrobustire [o tentare di farlo] le due sas che verosimilmente, per la loro ubicazione, possono essere in grado di realizzare magari alcune “economie di mercato”.
Però, almeno quanto ai passaggi formali da osservare, è un programma che si può realizzare senza grandi difficoltà.
Siamo naturalmente nel campo delle fusioni [un tema di cui ci siamo occupati diffusamente nella Sediva News del 18/01/2019: “Incorporazioni/fusioni di società titolari di farmacia”, alla quale comunque La rinviamo] e precisamente in un caso di “fusione per incorporazione”, una figura di cui si occupa il primo comma dell’art. 2501 c.c. [“La fusione di più società può eseguirsi mediante […] l’incorporazione in una società di una o più altre”].
Al risultato perseguito si giunge seguendo, come dicevamo, una serie di passaggi che sono previsti, in particolare, dagli artt. 2501 ter, 2501 quater, 2501 quinquies, 2501 sexies, 2501 septies, 2502, 2502 bis e 2504 del cod. civ. [anche se alcuni di essi, come vedremo, possono essere evitati con l’accordo dei soci].
L’iter indicato dal codice, lo rammentiamo, prevede:

– la predisposizione di un progetto di fusione da parte di ciascuna società interessata a questa che tecnicamente è una “operazione straordinaria”;

– la redazione della situazione patrimoniale di ognuna;

– la relazione dell’organo amministrativo sulla fusione;

– la relazione degli esperti;

– il deposito degli atti;

– la decisione dell’assemblea di ciascuna società sulla fusione;

– il deposito e l’iscrizione della decisione di fusione nel registro delle imprese;

– l’atto notarile di fusione.

Inoltre, dal progetto di fusione – che deve essere redatto dall’organo amministrativo delle società partecipanti – dovranno in particolare risultare:

– il tipo e la forma di società [con ragione sociale e sede] delle società partecipanti alla fusione [sia quando si tratta di fusione vera e propria, cioè con due o più società che si fondono in una nuova società, come anche quando una ne incorpora un’altra];

– l’atto costitutivo della nuova società [di quella risultante dalla fusione, ovvero, come qui, della incorporante];

– il rapporto di cambio delle quote (con eventuale conguaglio in danaro);

– la data a decorrere dalla quale le operazioni delle società partecipanti sono imputate al bilancio della nuova società;

–  il trattamento eventualmente riservato a particolari categorie di soci;

– gli eventuali vantaggi destinati specificamente a favore dei soggetti cui compete l’amministrazione delle società partecipanti.

Una volta redatto, il progetto dovrà essere depositato per l’iscrizione al registro delle imprese o in alternativa pubblicato sul sito internet della società risultante dalla fusione o della società incorporante.
L’organo amministrativo dovrà poi redigere la situazione patrimoniale delle due sas [nell’ipotesi indicata] riferita a una data non inferiore a 120 giorni dal giorno in cui è stato depositato il progetto di fusione.
Segue la predisposizione da parte dell’organo amministrativo di una  relazione che illustri sotto il profilo giuridico ed economico la fusione, e subito dopo uno o più esperti per ciascuna società interessata all’operazione devono redigere una relazione con particolare riguardo alla congruità del rapporto di cambio delle quote.
Gli atti dovranno essere depositati in copia nella sede delle società per i 30 giorni che precedono la decisione in merito alla fusione, che verrà approvata dalle società che vi partecipano e successivamente depositata per l’iscrizione al registro delle imprese.
Infine, la fusione dovrà risultare da atto pubblico.
Tuttavia – e siamo alle c.d. fusioni semplificate [di cui si occupano gli artt. 2505 e segg. c.c.] – con il consenso unanime dei soci possono essere omesse tutte le operazioni relative alla situazione patrimoniale, alla relazione del progetto di fusione e alla relazione degli esperti, e dunque una buona parte dei passaggi appena descritti viene in pratica eliminata con indubbio beneficio anche in ordine alla celerità dell’intera operazione.
Ma naturalmente, trascurando la maggiore o minore complessità o semplicità dell’iter da percorrere, il problema generalmente da affrontare e risolvere in questi casi sta nella migliore definizione – negli accordi che per lo più precedono/ispirano operazioni del genere – delle vere finalità che intendono perseguire le società partecipanti.

(matteo lucidi)