Siamo tre soci di una snc e l’amministratore da statuto è uno solo di noi.
Come posso controllare l’andamento societario, anche se non sono amministratore? Sono comunque anche io responsabile in caso di debiti aziendali, come cioè il socio amministratore?

 

Nelle società in nome collettivo – differentemente dalla sas, che è l’altra forma di società di persone, in cui notoriamente sono responsabili soltanto i soci accomandatari – l’amministrazione della società è generalmente attribuita a tutti i soci, sia singolarmente in forma disgiunta che, per certe operazioni, congiuntamente tra due o più di loro.
E, come ben sapete, tutti i soci – proprio per questo – rispondono, per le obbligazioni sociali eventualmente inadempiute, solidalmente tra loro, illimitatamente [cioè, anche con tutti i beni personali] e sussidiariamente [cioè, se e nei limiti in cui le obbligazioni sociali non siano state soddisfatte ed è il c.d. beneficium excussionis].
Senonché, eccoci al punto, l’atto costitutivo può anche prevedere – e non è rarissimo che accada – un riparto di compiti/attribuzioni gestionali e/o amministrative, conferendo l’amministrazione esclusiva soltanto a uno o più di loro e dunque distinguendo per l’appunto i soci amministratori dai soci non amministratori.
A questi ultimi, però, il codice [art. 2261 cod.civ.] attribuisce diritti/poteri di controllo, esercitabili naturalmente sia individualmente/disgiuntamente che collettivamente/congiuntamente tra loro.
I soci non amministratori, infatti, possono ottenere dai soci amministratori informazioni sull’andamento degli affari sociali e consultare i documenti inerenti all’amministrazione, incluse tutte le scritture contabili della società.
Tali diritti/poteri (di controllo) sono tuttavia riservati esclusivamente ai soci – seppur non amministratori – e non possono quindi essere estesi a terzi estranei, neppure se costoro siano portatori di un qualsivoglia interesse verso la società e gli affari sociali, e pensiamo particolarmente [come abbiamo anche qui visto altre volte] ai creditori particolari dei soci o a coloro che hanno cessato di essere soci, salvo per questi ultimi il diritto alla liquidazione della quota.
È importante anche rimarcare che questi diritti/poteri non possono essere delegati neppure a un proprio rappresentante [ovviamente inteso qui in senso lato], e questo, per prevenire evidentemente la divulgazione di informazioni aziendali [eventualmente] riservate.
Ma, s’intende, il socio non amministratore può sempre avvalersi dell’assistenza di consulenti, purchè non ne derivino danni di qualunque natura alla società e comunque ci sono anche limiti specifici all’esercizio di tali diritti/poteri di controllo, di informazione e ispezione, fermo in ogni caso che [neppure] il socio non amministratore può richiedere informazioni e/o eseguire controlli con intenti non conformi o addirittura contrari agli interessi della società.
Infine, i soci amministratori possono respingere le richieste [di informazioni o altro] se il socio non amministratore si riveli o semplicemente appaia in concorrenza con la società, e anche quando sia rilevabile la possibilità concreta che informazioni riservate siano divulgate e quindi si renda necessaria la protezione dei c.d. segreti aziendali.

(aldo montini)

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