[…in caso di vendita della farmacia sociale]

Non avendo figli, sto per conferire in società la farmacia con un mio collaboratore e l’idea è quella di creare una società in accomandita semplice (sas), nella quale io avrei una quota del 90% del capitale e naturalmente la qualifica di socio accomandatario, mentre il collaboratore deterrebbe il residuo 10% e vorrei fosse lui ad assumere la direzione della farmacia restando comunque dipendente.
Vorrei però sapere se, nonostante il mio ruolo di socio dominante, io potrei un domani – in caso di vendita della farmacia – trovare un ostacolo insormontabile nella volontà dell’accomandante perché mi pare che, se si rifiutasse, troverei meno facilmente un acquirente disposto a convivere con lui; del resto io quel 10% in pratica lo regalerei al collaboratore e quindi mi sembra corretto che io possa aspirare a non subire vincoli in caso di vendita della farmacia.

Lei dunque vorrebbe, se abbiamo ben compreso, che l’altro socio – l’accomandante – fosse vincolato statutariamente, al ricorrere di certi presupposti, a cedere la propria quota del 10% unitamente a quella del 90%.

È un’esigenza la Sua non certo peregrina, perché generalmente chiunque sia interessato all’acquisto di una società vuole essere messo nelle condizioni di diventarne – egli stesso o persone da lui indicate a tempo opportuno – il socio unico, o personalmente e/o nominando altri cessionari di quote del capitale: quindi, come vede, condividiamo pienamente le Sue perplessità circa le risposte del “mercato”, verosimilmente meno appetibili, nell’ipotesi in cui fosse in vendita solo il Suo 90%.

Sono quindi le ipotetiche “prese di posizione” dell’accomandante che Lei teme dinanzi alla volontà da parte Sua di cedere il 100% della società.

Ecco dunque affiorare l’importanza di prevedere all’interno dello statuto – più che in un ipotetico patto parasociale [sorvoliamo sulle ragioni di queste nostre perplessità] – disposizioni specifiche che permettano di bilanciare gli interessi del socio di maggioranza con quelli del socio minoritario, e in particolare proprio in vista di una futura vendita dell’azienda sociale.

Potrebbero allora, in questo quadro, entrare in gioco ed essere utilizzate clausole di co-vendita, che rappresentano strumenti contrattuali finalizzati a regolare i diritti e gli obblighi dei soci in caso appunto di vendita delle rispettive quote sociali.

Due sono quelle che preferibilmente possono essere introdotte.

  1. Clausola di “Drag Along” [o co-vendita forzata]: consente al socio di maggioranza di “obbligare” il socio/soci di minoranza a vendere le proprie quote nel contesto di una cessione dell’intero capitale sociale a un terzo acquirente; quindi, questa è in sostanza una clausola che garantisce al socio maggioritario la possibilità di realizzare nei fatti la vendita integrale dell’azienda senza opposizioni da parte dei soci di minoranza.
  2. Clausola di “Tag Along” [o co-vendita accompagnata]: conferisce al socio di minoranza il diritto di partecipare alla vendita delle quote societarie, co-vendendo la propria partecipazione alle stesse condizioni offerte al socio di maggioranza; il meccanismo tutela il socio minoritario, offrendo a quest’ultimo l’opportunità di prendere parte all’investimento alle stesse condizioni economiche riconosciute al socio maggioritario [anche se nel concreto bisognerebbe comunque fare i conti, come accennato, con le scelte degli ipotetici acquirenti…].

Venendo dunque al caso che La riguarda, l’inserimento di una clausola di “Drag Along” nello statuto della sas potrebbe essere di indubbia efficacia per fugare ragionevolmente le Sue preoccupazioni.

Come detto, infatti, tale clausola Le assicurerebbe la facoltà di vendere l’intera società [includendo dunque anche la quota dell’accomandante] in presenza di un’offerta di acquisto considerata allettante, senza incorrere in veti o ritardi dovuti alla necessità di ottenere il consenso del socio minoritario.

Allo stesso tempo, potreste considerare [ma per la verità le Sue esigenze sembrerebbero diverse…] anche l’inserimento di una clausola di “Tag Along” per tutelare (anche) gli interessi del socio di minoranza e consentirgli di beneficiare delle stesse condizioni di vendita e di realizzare un eventuale plusvalore dalla cessione delle quote, tenendo però sempre conto delle possibili incidenze sul “mercato” di questa clausola di tutela dell’accomandante.

L’adozione di queste clausole di co-vendita richiede, a ogni modo, una ponderata valutazione dei diritti e degli obblighi reciproci, mirando a raggiungere un equilibrio che rispetti tanto gli interessi del socio maggioritario quanto quelli del socio minoritario.

Beninteso, il loro inserimento va valutato con la dovuta attenzione soprattutto con riguardo alla loro formulazione che deve garantire chiarezza, efficacia e rispetto della normativa vigente.

(aldo montini)

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