È vero che da quest’anno la percentuale di detraibilità per certe spese sostenute è stata abbassata?

È proprio così anche se, come viene precisato nel titolo, questa riduzione della percentuale di detraibilità non è “per tutti”.
Infatti, l’art. 2 del D.Lgs. 216/2023 – che ha introdotta la novità, naturalmente per ridurre almeno in minima parte l’enorme ammontare delle varie detrazioni [dall’imposta dovuta] e deduzioni [dall’imponibile, cioè dal reddito assoggettato all’imposta] – riguarda tutti i contribuenti, compresi ovviamente i farmacisti, che quest’anno conseguiranno un reddito complessivo superiore a 50.000 euro.
La diminuzione di 260 euro del “monte detrazioni” [che è l’importo fissato dalla disposizione appena citata] si applica in relazione:

  • agli oneri la cui detraibilità è stabilita nella misura del 19% dal TUIR o da altre disposizioni fiscali [vi rientrano, ad esempio, gli interessi pagati su mutui ipotecari per l’acquisto o la costruzione dell’abitazione principale, le spese per l’istruzione universitaria e la frequenza scolastica e le spese funebri], fatta eccezione per le spese sanitarie di cui all’art. 15 comma 1 lett. c) del TUIR;
  • alle erogazioni liberali in denaro effettuate dalle persone fisiche in favore dei partiti politici, per le quali è prevista la detrazione del 26% (per importi compresi tra 30 e 30.000 euro);
  • ai premi di assicurazione per rischio eventi calamitosi di cui all’art. 119 comma 4 quinto periodo del DL 34/2020.

Quindi, facendo un esempio pratico, per un soggetto con un reddito superiore a 50.000 euro che nel 2024 sostiene le seguenti spese:

  • 800 euro di spese mediche;
  • 700 euro di interessi passivi relativi al mutuo prima casa;
  • 800 euro di spese scolastiche;

la detrazione per lui delle spese mediche resta di euro 317,47 euro, pari cioè al 19% di 1.670,89 [1.800 – 129,11], mentre per gli altri oneri detraibili al 19% opera la riduzione di 260 euro, cosicché la detrazione IRPEF ammonta a 25 euro, pari cioè al 19% di 1.500 [700 + 800 – 260]. Complessivamente, come si vede, la detrazione nell’esempio è di 342,47 euro.
Inoltre, se il reddito complessivo è superiore a 120.000 euro e inferiore a 240.000 euro, è necessario parametrare ulteriormente le detrazioni previste dall’art. 15 del TUIR ai sensi del comma 3-bis dello stesso articolo [v. Sediva News del 20.01.2020: “L’analisi della Legge di Bilancio 2020 e del decreto collegato”].
Infine, una precisazione: nel calcolo del reddito complessivo non si tiene conto né del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, né di quello ascritto alle relative pertinenze.

(andrea raimondo)

 

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