È infatti ormai molto vicina l’approvazione in sede parlamentare della legge di conversione del D.L. c.d Milleproroghe, al cui testo originario la Commissione Affari Costituzionali e la Commissione Bilancio della Camera hanno apportato emendamenti di rilievo.
In particolare:

  • chi non ha versato le prime due rate della rottamazione quater potrà sanare l’omissione pagando quanto dovuto entro il 15 marzo 2024, rientrando così in bonis;
  • il contribuente, che intende modificare le dichiarazioni dei redditi validamente presentate al 31/12/2022, potrà avvalersi del c.d. ravvedimento speciale, che consente l’abbattimento delle sanzioni a 1/18 del minimo edittale; questa misura del ravvedimento speciale si traduce nell’invio da parte del contribuente – entro il 02/04/2024 [perché il 31 marzo cade di domenica e il lunedì 1 aprile è festivo] – di dichiarazioni integrative, mentre il pagamento dell’importo dovuto potrà essere effettuato in unica soluzione entro la stessa data del 2 aprile 2024, oppure in quattro rate, maggiorate di interessi del 2% su base annua, cadenti il 2 aprile, il 30 giugno, il 30 settembre e il 30 dicembre 2024;
  • i giovani under 36, con un ISEE non superiore ad euro 40.000, potranno continuare a usufruire delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa [pur abolite, come noto, dal 1 gennaio di quest’anno], a condizione che in ordine alla prima casa sia stato stipulato – ma, attenzione, anche registrato – un contratto preliminare entro il 31/12/2023. Le agevolazioni in argomento, vale la pena ricordarlo, consistono – quando l’acquisto non è soggetto ad iva – nell’esenzione dall’imposta di registro e dalle imposte ipotecarie e catastali, oppure – quando l’acquisto è invece soggetto ad iva – in un credito d’imposta corrispondente appunto all’iva dovuta in sede di rogito [in caso di acquisto soggetto ad iva], nonché, nell’una come nell’altra ipotesi, nella esenzione dell’imposta sostitutiva sui contratti di mutuo; chi ha comunque stipulato il rogito definitivo di vendita nel 2024 con preliminare registrato entro il 31/12/2023, potrà godere di un credito d’imposta – da recuperare entro il 31/12/2025 – corrispondente alle imposte versate in sede notarile;
  • i contratti di lavoro a termine potranno proseguire fino al 31/12/2024 a fronte di “esigenze di natura tecnica, organizzative e produttive” che – di per sé – configurano evidentemente – la necessità di una proroga, che diventa pertanto causale.

Resta solo da attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

(stefano lucidi)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!