Un collaboratore mi ha chiesto due settimane di ferie ad aprile, ma è proprio lo stesso periodo che avevo già concesso ad un altro farmacista che me lo aveva richiesto tre mesi fa.
Fortunatamente il dipendente che si è visto negare il periodo non ha sollevato grandi problemi, anche se mi sono impegnato a concedergli la preferenza nel caso in cui in futuro sorga lo stesso problema o un problema simile.
Il dubbio però mi rimane: chi stabilisce quando e per quali periodi di tempo devono essere godute e quindi assegnate le ferie?

L’art. 14 del CCNL delle farmacie private stabilisce che i lavoratori hanno diritto ad un periodo di 26 giorni di ferie annuali e, indipendentemente dalla distribuzione settimanale dell’orario di lavoro, la settimana – proprio al fine del computo delle ferie – viene considerata di sei giorni lavorativi, cioè dal lunedì al sabato compreso [escludendo ovviamente dal computo le domeniche e le altre festività].

Ebbene, l’assegnazione del periodo di ferie al singolo lavoratore è competenza della farmacia e perciò sta a Lei provvedere tenendo sempre conto evidentemente che la farmacia deve garantire il servizio pubblico che le è affidato dal sistema normativo.

Senonché, attenzione, la farmacia deve anche prendere in considerazione le varie esigenze manifestate dai singoli dipendenti e dunque in pratica è opportuno, per non dire necessario, che nello stabilire i periodi di ferie il titolare raccolga preventivamente [e in tempo utile rispetto al periodo dedicato alla fruizione delle ferie] i vari “desiderata” del personale.

Potrà così rivelarsi più agevole raggiungere una organizzazione condivisa di questo problema che comunque resta sempre abbastanza delicato, come è vero del resto che accade non di rado che un effettivo coordinamento tra le varie esigenze e opzioni del personale si rilevi difficoltoso.

Vicende del genere, è chiaro, possono talora costringere il titolare a laboriose opere di “compromesso” tali da assicurare il migliore equilibrio interno alla farmacia [obiettivo ovviamente fondamentale se si vuole garantire un adeguato espletamento del servizio], anche se per la verità l’esperienza insegna che generalmente soluzioni condivise finiscono per essere individuate, non essendo comunque realisticamente immaginabile che gli interessi della farmacia debbano essere sacrificati oltre il lecito.

(giorgio bacigalupo)

 

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