Ho dato al mio unico figlio un’importante somma di denaro – a mezzo bonifico – per poter acquistare casa. Volevo sapere se in questo caso si può parlare di donazione, anche se non c’è stato alcun atto notarile, e in caso di risposta affermativa vi chiedo se va pagata l’imposta di donazione.

Come sappiamo, la donazione indiretta è un negozio giuridico con cui, per spirito di liberalità, si arricchisce un soggetto senza ricorrere alla via tipica – prevista dall’art. 769 del cod. civ. – della donazione diretta, che richiede notoriamente la forma dell’atto pubblico e quindi, in pratica, il rogito notarile.
Al riguardo, restando nel tema proposto, diamo conto della risposta a interpello n. 366 del 6 luglio u.s., con cui l’Agenzia delle Entrate ha chiarito in quali casi il contribuente non è tenuto a corrispondere l’imposta di donazione, che invece è ovviamente sempre dovuta in caso di rogito di donazione.
Esattamente, come ha precisato appunto l’AdE, quando la liberalità sia stata posta in essere con un atto soggetto a registrazione e l’imposta di registro sia dovuta in misura proporzionale [oppure sia dovuta l’iva], sulla donazione indiretta – così va infatti correttamente configurata tale ipotizzata liberalità – non va applicata l’imposta di donazione.
E’ il caso, ad esempio, della precisazione – nell’atto di acquisto di un immobile [o di una…farmacia] – che la provvista finanziaria al figlio sia stata fornita da uno o da ambedue i genitori [ecco appunto la donazione indiretta e nella specie donazione indiretta di denaro], perché in questa evenienza viene in ballo una compravendita immobiliare sulla quale è dovuta l’imposta di registro proporzionale, oppure, secondo i casi, l’iva.
E’ una precisazione di grande rilievo pratico perché, come noto, sono tutt’altro che infrequenti operazioni del genere effettuate con il denaro di un genitore.

(cesare pizza)

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