Questa “seconda parte”, dunque, conclude almeno al momento – perché è naturalmente possibile che altri spunti [forse, peraltro, non di particolarissimo rilievo] si aggiungano via via – la rassegna delle novità introdotte dalla delega fiscale.

  • Accertamenti e ne bis in idem: l’Ente impositore è obbligato a emettere un solo accertamento per ciascuna imposta e ciascun anno, al fine di non incorrere nel bis in idem.

Era invalsa infatti la prassi, tutt’altro che commendevole, di notifica di accertamenti c.d “a singhiozzo”, nel senso che per lo stesso anno di imposta l’AdE emetteva più accertamenti parziali aventi a oggetto il medesimo tributo, quel che questa disposizione dovrebbe rendere evidentemente impossibile.
Inoltre, il Fisco – altra novità importante – non potrà utilizzare mezzi di prova raccolti oltre trenta giorni [prorogabili di ulteriori trenta giorni nell’ipotesi di verifiche fiscali particolarmente complesse, ma non più di ulteriori quindici per i lavoratori autonomi] di permanenza presso la sede del contribuente, o quando tali prove siano state acquisite in violazione di libertà costituzionalmente riconosciute.

  • Nullità e annullabilità degli atti impositivi: secondo il nuovo regime normativo, la nullità potrà essere sempre eccepita in sede amministrativa e giudiziaria e sarà rilevabile anche d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio.
    Si deve trattare in ogni caso di ipotesi di nullità riguardanti vizi individuati e qualificati dalla futura normativa, mentre le mancate e/o erronee informazioni sul responsabile del procedimento, e/o sulle modalità di impugnazione, e/o sugli uffici presso cui richiedere informazioni, non comporteranno l’annullabilità dell’atto, invece eccepibile in sede di ricorso alla Corte di Giustizia tributaria di I grado territorialmente competente.
  • Inesistenza e irregolarità della notifica degli atti impositivi: sarà ritenuta inesistente la notificazione di cartelle di pagamento di accertamenti privi di uno dei suoi elementi essenziali, mentre negli altri casi la notificazione in violazione di legge è nulla, ma sanabile nel caso di raggiungimento dello scopo dell’atto.
  • Iscrizioni a ruolo: non sarà più assoggettata a nullità, ma ad annullabilità, l’iscrizione a ruolo – derivante dalla liquidazione dei tributi risultanti dalla dichiarazione dei redditi – operata in violazione dell’obbligo di invitare i contribuenti a fornire preventivi chiarimenti.
  • Efficacia temporale delle norme tributarie: entreranno in vigore dal periodo d’imposta successivo a quello della loro approvazione le modifiche normative riguardanti i tributi dovuti periodicamente [ad es. l’Irpef] e inoltre le presunzioni legali non si applicheranno retroattivamente.
  • Obbligo di conservazione della documentazione: anche la documentazione fiscale dovrà essere conservata per dieci anni, allineandosi così al termine previsto ai fini civilistici dal codice.
  • Nuovi servizi informatici per i contribuenti: per aiutare i contribuenti “minori” [persone fisiche, sas, snc e contribuenti che applicano un regime di contabilità semplificata] a dissipare il numero più alto possibile di dubbi circa eventuali quesiti da porre all’AdE, saranno messe a disposizione gratuitamente delle nuove banche dati alle quali proporre, con un sistema di intelligenza artificiale, istanze riguardanti casi concreti.
  • Il versamento rateale delle imposte: sarà possibile rateizzare le imposte dovute a giugno di ogni anno non più soltanto fino al 16 novembre, ma – attenzione – verrà aggiunta anche la scadenza del 16 dicembre, anche senza opzione espressa nella dichiarazione dei redditi, risultando prevalente il comportamento concludente adottato in sede di versamento [ma questa disposizione non si applica agli oneri contributivi].
    Verranno inoltre parificate le date di scadenza delle rate tra i contribuenti titolari e non di partita iva, poiché – altra novità molto rilevante soprattutto sul piano pratico –  tutte scadranno al 16 di ciascun mese [attualmente per i titolari di partita iva la scadenza è fissata al 16, mentre per i non titolari di partita iva è fissata all’ultimo giorno di ogni mese].
  • Anticipo del termine per la trasmissione della dichiarazione dei redditi: verrà anticipato dal 30 novembre al 30 settembre il termine per trasmettere telematicamente le dichiarazioni dei redditi, sempreché la pubblicazione delle relative istruzioni e i modelli ISA siano anticipate [al 30 aprile per il 2024 e al 15 marzo per il 2025].
  • Il mod. 730: viene esteso il 730 precompilato a tutte le tipologie reddituali relative alle persone fisiche non titolari di partita iva, che dunque conterranno anche redditi di natura finanziaria e/o da investimenti all’estero; inoltre, dal periodo d’imposta 2023 verranno predisposte dall’AdE le dichiarazioni precompilate anche per le persone fisiche titolari di redditi diversi da lavoro dipendente e di pensione e perciò titolari anche di redditi da lavoro autonomo e di impresa.
  • CU per i contribuenti forfettari: “sparisce” a decorrere dal 1° gennaio 2024 la Certificazione Unica relativa ai compensi corrisposti ai contribuenti c.d. forfettari, tenuto conto che sempre dalla stessa data scatta l’obbligo anche per questi contribuenti della fatturazione elettronica.
  • Tessera Sanitaria: viene assunta a regime, come avevamo già anticipato, la cadenza semestrale della trasmissione dei dati al sistema Tessera Sanitaria.
  • Sospensione della riscossione ad agosto e dicembre: i controlli automatizzati e quelli formali delle dichiarazioni annuali saranno sospesi nei mesi di agosto e dicembre: una novità naturalmente ricca di buon senso.
  • Crediti d’imposta: il contribuente non decadrà dal beneficio dell’utilizzazione dei crediti d’imposta nel caso di omessa indicazione nella dichiarazione annuale.
  • Trasmissione telematica dei corrispettivi: sarà semplificata la memorizzazione e la trasmissione telematica dei corrispettivi mediante software che garantiscano sicurezza dei dati trasmessi.
  • Cassetto Fiscale: sarà possibile scaricare massivamente i dati disponibili nel cassetto fiscale di ciascun contribuente, che conterrà anche tutti gli atti e le comunicazioni notificate dall’Agenzia delle Entrate.
  • Garante nazionale del contribuente: saranno sostituiti i garanti regionali del contribuente con un unico garante nazionale che vedrà perciò ampliate le sue prerogative.

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Anche in questa circostanza è necessario attendere, è chiaro, il parere delle Camere tanto più trattandosi di temi complessi, e però in linea di massima non dovrebbero vedere la luce modifiche sostanziali ai testi dei decreti legislativi proposti dal Governo [che d’altronde – come abbiamo ribadito più volte  – è ormai da tempo il vero nostro legislatore…].

(matteo lucidi)

 

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