Sono un farmacista dipendente di una srl titolare di farmacia.
Vorrei, su proposta della proprietà, acquistare una quota del capitale della srl continuando a lavorare nella farmacia sociale.
A quel punto diventa forse obbligatorio pagare la quota Enpaf per intero [dato che per le srl vale questa regola] o potrei continuare a pagare il contributo di solidarietà come ho fatto in questi 10 anni, versando all’Inps?

L’art. 21 del vigente regolamento Enpaf dispone testualmente che “salvo quanto previsto dall’art. 21-bis [cioè la neo-introdotta facoltà di riduzione contributiva per gli esercenti attività professionale titolari di pensione di anzianità o di vecchiaia erogata dall’Enpaf – n.d.r.], non sono ammessi, in ogni altro caso, al beneficio della riduzione i titolari di farmacia, i soci farmacisti delle società di cui all’art.7 della legge 8 novembre 1991 n. 362 e successive modificazioni, ovvero gli iscritti comunque associati agli utili della farmacia” [sottolineatura nostra].
Di conseguenza, anche i soci farmacisti di società di capitali titolari di farmacia sono obbligati – proprio in quanto tali – alla contribuzione in misura piena e questo, come abbiamo appena visto, anche se assoggettati ad altra forma di previdenza obbligatoria, come nel Suo caso, in virtù del rapporto di lavoro subordinato intercorrente con la società stessa.

(stefano civitareale)

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