[nel caso di furto di uno dei cespiti oggetto del bonus]

Nella notte di domenica abbiamo subito in farmacia un furto; i ladri non hanno trovato denaro proprio perché era domenica ma forse per reazione hanno portato via alcuni beni acquistati recentemente, compresa la cassa automatica, per i quali ho maturato un credito d’imposta di una certa rilevanza.
La domanda è semplice: oltre al danno della sottrazione dei cespiti, perderò anche l’agevolazione fiscale restituendo il credito che ho già speso quasi interamente in compensazione?

La risposta è negativa, perché in realtà – almeno in questo caso – non bisogna restituire alcunché all’Agenzia delle Entrate.

Del resto, proprio l’amministrazione finanziaria ha recentemente affrontato il tema [Circ. Min. 9/07/2021] concludendo che “il furto del bene agevolato non costituisce causa di rideterminazione dell’agevolazione, dovendosi dare rilevanza, a tal fine, alla volontarietà della scelta del beneficiario”.

Quindi, come appena detto, in caso di furto di uno dei beni oggetto dell’investimento e dell’agevolazione [previa, s’intende, opportuna denuncia che sicuramente Lei avrà già presentato], la sua “alienazione” – non imputabile evidentemente a una… scelta imprenditoriale – non comporta la restituzione del beneficio fiscale fruito.

Ben diverso è il caso in cui i beni agevolatientro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di acquisizione/entrata in funzione o a quello di avvenuta effettiva interconnessione [per i c.d. beni “industria 4.0”] – siano ceduti a titolo oneroso oppure vengano destinati a proprie strutture produttive ubicate all’estero.

In queste ipotesi, quindi laddove l’estromissione del bene sia ascrivibile alla volontà dell’impresa, l’agevolazione sarà oggetto di rideterminazione e l’ammontare già riconosciuto del credito d’imposta verrà ridotto escludendo dall’originaria base di calcolo proprio il costo del bene ceduto o delocalizzato.

È chiaro allora che in queste ipotesi – diversamente da quella di furto – l’importo del bene strumentale venuto meno dovrà essere [ovviamente, se già utilizzato in compensazione] riversato, senza applicazione di sanzioni e interessi, entro il termine per la liquidazione a saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo di cessione o delocalizzazione.

Da ultimo, un esempio, che potrà forse chiarire meglio la vicenda.

Immaginiamo che una farmacia abbia acquistato a gennaio 2021 un bene strumentale del valore di 100 euro, fruendo così del credito d’imposta del 10% beni strumentali e maturando quindi un credito di 10 euro.

Ipotizziamo anche che tale credito sia stato già utilizzato in compensazione a febbraio 2021 con F24, e che però a ottobre [prima dunque della scadenza del periodo di osservazione dei due anni] l’azienda lo rivenda  a un costo di 60 euro.

A differenza insomma del caso di furto, in questa ipotesi la farmacia dovrà restituire tutto o in parte [secondo il valore del bene venduto] l’importo, già speso in compensazione dell’originario credito di 10 euro, entro il 30 giugno 2022, ovvero in una data successiva in caso di proroghe dei termini per il pagamento delle imposte sui redditi 2021.

(marco righini)

 

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