Ho letto la Sediva News del 2 febbraio u.s. e nel mio caso l’Agenzia delle Entrate, nonostante la pronuncia della Cassazione da voi richiamata, mi ha contestato l’ordinaria imponibilità del canone di locazione non riconoscendo la cedolare secca. Che fare?
Sembra proprio che il Fisco sia convinto delle proprie tesi e continui, non solo nel Suo caso, a contestare l’imponibilità ad IRPEF ordinaria del canone di locazione, ritenendo che il regime fiscale agevolato non può essere utilizzato quando il conduttore è una società, anche perciò laddove si tratti di un utilizzo abitativo.
L’atto notificatoLe, pertanto, dovrebbe essere impugnato avanti la Corte di Giustizia Tributaria, essendo in ogni caso consapevole che la vicenda sarà – molto probabilmente – esaminata dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che metterà la parola fine (?) a questa controversia.
E’ verosimile, in ogni caso, che nell’ipotesi di esito negativo, e perciò di adesione dei supremi giudici alle tesi erariali, la Corte di Giustizia Tributaria non condanni il ricorrente alle spese di giudizio e forse ritenga anche non applicabili le sanzioni [sempreché, beninteso, il ricorrente lo richieda], tenuto conto che “la violazione è giustificata da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione delle disposizioni alle quali si riferisce” [così la disposizione in materia sul processo tributario].
Del resto, la sezione tributaria della Cassazione per ben due volte – esattamente con due sentenze, rispettivamente, del 2024 e del 2025 – ha dato ragione al contribuente che ha fatto affidamento proprio su questi precedenti giurisprudenziali di vertice.
Però non resta che attendere – questo è sicuro – la pronuncia finale delle Sezioni Unite.
(stefano lucidi)
La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!