Vorrei costituire una srl, anche se abbiamo visto che voi non siete generalmente favorevoli alle società di capitali, con i miei due figli, entrambi farmacisti, cui vorrei attribuire il 20% ciascuno.
Vorrei però premiare adeguatamente – e se possibile con una maggiore partecipazione agli utili – uno dei due perché, oltre a collaborare con me da molti più anni, si è sempre prodigato con grande dedizione.
È possibile raggiungere questo obiettivo nonostante la parità di quote tra loro?

La soluzione possiamo ragionevolmente individuarla nell’art. 2468 del codice civile, che al terzo comma permette di attribuire a singoli soci particolari diritti riguardanti l’amministrazione della società ma anche la partecipazione agli utili.
E però, attenzione, è necessaria un’espressa previsione in tal senso nell’atto costitutivo/statuto.
La proporzionalità tra i conferimenti e l’attribuzione degli utili, dunque, non è disposta da una norma imperativa del codice civile, perché è proprio il codice a permettere deroghe di natura pattizia [così infatti il citato art. 2263: “Le parti spettanti ai soci nei guadagni e nelle perdite si presumono proporzionali ai conferimenti. Se il valore dei conferimenti non è determinato dal contratto, esse si presumono eguali”]
Nel caso vostro, quindi, il “capitale” può essere ascritto a Lei nella misura del 60% e ai suoi due figli in ragione del 20% ciascuno, mentre la partecipazione di ogni socio agli utili può legittimamente essere convenuta in  termini diversi, magari anche tenendo conto dei compiti lavorativi assunti da ognuno.
Ovviamente, però, sono sempre vicende da maneggiare con grande cura, soprattutto quando sono in ballo rapporti tra … germani.

(cesare pizza)

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