Secondo il pensiero del ns. avvocato penalista, nonostante la ns. vittoria in sede tributaria che ha comportato la nullità dell’accertamento, noi saremmo esposti tuttora a un’azione penale perché in questo caso si trattava di fatti e comportamenti che avevano coinvolto somme molto elevate.

Abbiamo riassunto, sperando di essere stati chiari, il Suo dettagliatissimo quesito e però, Le diciamo subito, l’accertamento fiscale a Suo carico – anche se poi riconosciuto come nullo – non può farLe cantare vittoria anche sul versante penale, proprio per l’entità e la dimensione della violazione, e quindi in linea generale il Suo avvocato penalista potrebbe aver ragione, come impongono di credere le (dolorose) conclusioni della Corte di Cassazione rese da ultimo sull’argomento (Cass. III Sez. Pen. N. 36.491/2019).

In particolare, secondo gli Ermellini “la nullità dell’avviso di accertamento tributario non determina l’inutilizzabilità, a fini penali, dell’avviso stesso e degli atti su cui esso si fonda, atteso che le patologie dell’avviso di accertamento si esauriscono nell’ambito del rapporto giuridico tributario e non incidono sull’attitudine dell’atto a veicolare nel processo penale le informazioni che se ne possono trarre” e in tal senso – ricordano gli stessi giudici estensori della detta sentenza – anche Cass. Pen. Sez. III n. 35294/2016 e Cass. Pen. Sez. III n. 11570/2018.

In sede penale, d’altronde, l’avviso di accertamento subisce, per così dire, una trasformazione genetica: da atto d’impulso della pretesa all’esatto adempimento dell’obbligazione tributaria [la cui validità, a pena di nullità dell’atto stesso, è condizionata al possesso di  specifici requisiti] diventa cioè “documento che veicola informazioni”.

E infatti, continua la Suprema Corte, “(i)n sede penale il promotore dell’azione è il pubblico ministero che la esercita nei modi e nelle forme previsti dal codice di rito; l’avviso di accertamento è strumentale all’esercizio dell’azione, non è l’atto che la incorpora. Il suo statuto non è l’art. 42, D.P.R. n. 600 del 1973, ma l’art. 191, cod. proc. pen.”.

Il pensiero della Cassazione è per di più in buona aderenza con il principio del c.d. “doppio binario” di cui all’art. 20 del D.lgs. 74/2000, per il quale processo tributario e processo penale procedono ciascuno per la propria strada e secondo le proprie regole, anche [e, diremmo, soprattutto] con riguardo all’accertamento del fatto involto nella vicenda giudiziaria.

Attenzione, quindi.

(stefano civitareale)