[…contratto per l’acquisto dell’abitazione principale e le sue conseguenze sul piano della detraibilità degli interessi]

Io e mia moglie stiamo rinegoziando un vecchio contratto di mutuo, originariamente stipulato soltanto a nome mio, per l’acquisto dell’abitazione principale. Se dovessimo quindi stipulare un nuovo contratto con una banca diversa, ma questa volta cointestato, potremmo detrarre entrambi gli interessi passivi del precedente mutuo?

La risposta è affermativa, ma con alcune precisazioni e limitazioni di cui diremo subito brevemente.
L’art. 15, comma 1, lett. b), del Tuir stabilisce che dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 19% degli interessi passivi [e oneri accessori], in presenza di mutui garantiti da ipoteca su immobili contratti per l’acquisto dell’unità immobiliare [e relative pertinenze] da adibire ad abitazione principale, non oltre, come noto, il compimento di un anno dall’acquisto.
Il tetto alla detrazione è fissato dalla legge nel solito 19% dell’importo limite di euro 4.000 e dunque, nel concreto, il contribuente – a questo titolo – può detrarre dalle imposte da pagare una somma non superiore a 760 euro (19% di 4.000).
Se allora, rispondendo al quesito, ambedue i coniugi sono/diventano cointestatari di un nuovo contratto di mutuo [anche se stipulato, come nel vs. caso, con un diverso istituto bancario], la possibilità di fruire dei benefici fiscali si estende a entrambi e però, attenzione, la detrazione in tale evenienza è calcolata sulla quota di capitale che residua – alla data della rinegoziazione e del nuovo contratto – dal mutuo precedente.
Da ultimo, un esempio che forse chiarirà meglio la vicenda.
Poniamo che un mutuo trentennale, contratto originariamente da uno dei coniugi per 50.000 euro, al decimo anno di durata venga rinegoziato cointestando questa volta il nuovo contratto ad ambedue i coniugi, elevando l’importo residuo della quota capitale da 40.000 a 60.000 euro e allungando la durata di altri 15 anni portandola dunque dai rimanenti 20 anni ai nuovi 35 anni [sempre a decorrere dalla data della rinegoziazione] e comunque senza ulteriori oneri correlati.
Ora, per determinare la percentuale (X) sulla quale è fruibile la detrazione degli interessi passivi in caso appunto di estinzione e rinegoziazione, è possibile adottare la seguente formula:

X = 100 moltiplicato 40.000 (quota residua primo mutuo) diviso 60.000 (l’importo del mutuo all’esito della rinegoziazione)
Avremo quindi:
X = 100 * 40.000/60.000 = 66,67
Importo interessi passivi effettivamente pagati nell’anno: 3.000
Importo detraibile 3.000*66,67%= 2.000
Detrazione spettante= 19% di 2.000= 380 (da suddividere al 50% tra i coniugi).

Per concludere, gli interessi passivi corrisposti sul mutuo rinegoziato sono detraibili nell’esempio – come vediamo – in misura del 66,67%, sempre, s’intende, nel rispetto del tetto annuo di 4.000 euro [che però, sempre a seguito della rinegoziazione, scende naturalmente a 4.000*66,67%=2.667].

(francesco sonnino silvani)

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