Sto per affittare un negozio e sono d’accordo con il conduttore nello stabilire il canone di locazione in base ad una quota fissa ed una variabile in funzione del fatturato della sua attività al di sopra di un certo limite. Vista la particolarità dell’accordo, è applicabile egualmente la cedolare secca?

Proprio recentemente l’Agenzia delle Entrate con la risposta n. 340 ha riconosciuto, sulla scorta della giurisprudenza di legittimità (Cass. Civ. n. 5849/2015), che per le locazioni commerciali tale modalità di determinazione del canone è perfettamente lecita e soprattutto, per quel che ci interessa, non integra una pattuizione circa la misura di indicizzazione del canone e/o un suo aggiornamento a qualsiasi titolo, con il conseguente via libera all’applicabilità della cedolare secca che infatti implica e presuppone la rinuncia al diritto di aggiornamento del canone a qualsiasi titolo (art. 3, comma 11, D.lgs. 23/2011).

Con una clausola come quella da Lei indicata, dunque, questo presupposto applicativo non viene meno.

Ricordiamo comunque che l’applicazione della cedolare secca per le locazioni commerciali è valida – almeno per il momento – per i soli contratti stipulati nel 2019 e riguardanti negozi (C/1) e relative pertinenze di superficie fino a 600 mq [calcolati al netto delle eventuali pertinenze].

(stefano civitareale)

 

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